Il lavoro educativo di comunità

I bambini, le bambine e gli adolescenti che si ritrovano temporaneamente allontanati dalla propria famiglia vivono una drammatica esperienza che può essere il culmine di una situazione che si era protratta nel tempo, oppure possono trovarsi al centro di una situazione verificatasi improvvisamente. Quali che siano le motivazioni ne consegue una situazione di forte impatto, nella quale è importante fornire messaggi chiari, onesti, coerenti, che aiutino ad attribuire significato agli eventi, all'ambiente, alle persone e alla quotidianità.

La "quotidianità" diviene il punto di partenza per costruire orizzonti di senso, sia temporanei che di lungo termine; in particolar modo laddove non è possibile anticipare con certezza quali saranno gli sviluppi e le prospettive di ricongiungimento familiare, è attraverso la costruzione di un clima affettivamente avvolgente e leggibile che si costruisce una condizione di "agio" e "tranquillità". Per questo la "dimensione familiare" che caratterizza -almeno sulla carta- buona parte delle comunità che accolgono minori, gestanti e madri con figli è da perseguirsi prestando la massima attenzione sia all'organizzazione di insieme che ai minimi dettagli.

Per accompagnare la fattiva creazione di un clima di comunità più o meno familiare, ma in ogni caso affettivamente significativo per chi vi trascorre del tempo, occorre prestare attenzione a varie dimensioni: ambiente fisico, ambiente umano, organizzazione del lavoro educativo, ritmi di vita, osmosi con l'ambiente esterno, fruibilità di materiali precipuamente scelti per il singolo bambino\ragazzo accolto sulla base dei suoi gusti/interessi/bisogni (giochi, libri, materiale audio e video).

Sulla scia dell'esperienza maturata sul campo in Toscana, collaboro in qualità di consulente per accompagnare coloro che stanno progettando nuove comunità e i professionisti già in opera sul campo, in particolare in relazione ai seguenti aspetti:

  • formulazione dei progetti educativi di comunità e progetti educativi individuali
  • stesura di regolamenti e della carta dei servizi
  • identificazione degli strumenti di progettazione
  • identificazione di idonei strumenti per la documentazione (schemi per l'osservazione, diario di bordo, cartella educativa individuale, registri presenze, etc)
  • organizzazione/supervisione delle riunioni di équipe
  • articolazione degli spazi (arredi e complementi)
  • individuazione di giochi / libri / materiali audio-video appropriati
  • programmazione delle attività
  • approfondimento della cultura del gioco, dei giocattoli, della letteratura per l'infanzia e l'adolescenza
  • analisi delle dimensioni pedagogiche che investono il minore e la famiglia contestualmente, precedentemente e conseguentemente all'esperienza di comunità
  • lavoro di rete
  • analisi e costruzione di strategie per promuovere e sostenere relazioni significative all'interno della comunità, con particolare attenzione alle dinamiche tra pari e familiari
  • progettazione di attività laboratoriali per minori e per adulti


Chi sono

Mi piace pensare che tutti siamo, potenzialmente, architetti di comunità desiderabili: è sufficiente e necessario prestare attenzione a cosa ci fa stare bene e lavorare in quella direzione, insieme agli altri, nel rispetto di tutti.

Il mondo laico verso il quale cammino crede nel valore della bellezza, del gioco, della comunità, della cooperazione, della politica agita dal basso, dell'artigianato educativo e del partigianato pedagogico.

Mi interessa ciò che aiuta le persone a formulare e realizzare il loro personale progetto di vita.