Rispetto e reciprocità nella relazione di cura

10 July 2013  |  FORMAZIONE E CONSULENZA

Ogni persona che si prende cura dell'altro deve accendere uno sguardo pedagogico-relazionale sulle implicazioni dei suoi gesti, anche di quelli piccoli e frequenti, che abitualmente compie, o non compie, perché da essi derivano la stima di sè, il senso di sicurezza, la felicità.

Nelle mie proposte privilegio un coinvolgimento attivo dei partecipanti, poiché si impara attraverso le proprie esperienze, come ben insegna l'educazione attiva. La proposta che porto avanti è frutto di una ricerca personale ventennale, influenzata significativamente dal lavoro del CNM (Centro Nascita Montessori), del il C.E.M.E.A. (Centro esercitazione metodi dell'educazione attiva), dall'approfondimento dell'esperienza ungherese di Emmi Pikler e dalla recente frequentazione di Ute Strub (collaboratrice per anni di Emmi Pikler e formatrice internazionale dell'approccio pikleriano).

Obiettivo dei miei interventi formativi e consulenziali è sostenere gli operatori che svolgono un “lavoro di cura” -con neonati, bambini, giovani, adulti, anziani, malati cronici- perché affinino i rispettivi apparati critici e allarghino il patrimonio di conoscenze.

Centrale, nel percorso, è l'opportunità di vivere esperienze in prima persona per scoprirne o rivitalizzarne la potenza e il significato, per assumerle come punti di riferimento nella tessitura delle relazioni.


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Chi sono

Mi piace pensare che tutti siamo, potenzialmente, architetti di comunità desiderabili: è sufficiente e necessario prestare attenzione a cosa ci fa stare bene e lavorare in quella direzione, insieme agli altri, nel rispetto di tutti.

Il mondo laico verso il quale cammino crede nel valore della bellezza, del gioco, della comunità, della cooperazione, della politica agita dal basso, dell'artigianato educativo e del partigianato pedagogico.

Mi interessa ciò che aiuta le persone a formulare e realizzare il loro personale progetto di vita.