Il gioco pensato

Il gioco costituisce una dimensione naturale per il bambino, che attraverso di esso imparara a conoscere se stesso e il mondo. Il gioco presuppone una partecipazione attiva e totale, fin dalle sue prime manifestazioni. Anzi, più il bambino è piccolo e più è insignificante la distinzione tra gioco e lavoro: l'esplorazione e il perseguimento del piacere sono le molle che lo spingono a concentrasi nelle attività.

Il gioco è un’attività finalizzata al perseguimento del piacere"

Sollevare e portare alla bocca, riempire\svuotare contenitori, spingere\trainare carrellini improvvisati, imitare adulti e bambini, giocare a fare incastri, infilare\sfilare, costruire\distruggere e molte altre attività ancora, rappresentano buon cibo per la mente del bambino piccolo -e la fonte di benessere su cui si consolida una profonda autostima.

Mano a mano che bambini e bambine crescono cambiano gli interessi e le capacità, aumenta il desiderio di stare con coetanei in contesti in cui sia possibile muoversi liberamente, al di fuori di persorsi stabiliti a priori da adulti-vigilanti-educatori-istruttori: eppure: quanti bambini hanno la fortuna di giocare liberamente con altri bambini facendo ciò che desiderano?

Oggi molti equilibri sono travolti da orari frenetici, assenza di luogi pubblici di ritrovo; in buona misura anche dalle spinte del consumismo che induce all'acquisto frenetico di proposte spesso insignificanti e brutte, che esprimono una concezione "usa e getta" in nome della quale non viene prestata alcuna attenzione alla qualità e alla corrispondenza con le competenze e gli interessi dei bambini e delle bambine.

In questo tipo di mercato, troppo spesso viene promosso il malcostume di anticipare i desideri dei bambini, sovrastandoli con oggetti che non avrebbero voluto senza una sollecitazione e che peraltro spesso sono poco adatte alle reali capacità motorie e intellettive, oggetti che esprimono un'assenza di un pensiero sul bambino e tendono a omologare i destinatari. Per contro, nella pluralità delle offerte del mercato, vi sono eccellenti opportunità, che occorre dosare per non privare i bambini delle vitale esperienza del "desiderio".

E' in tale direzione che si colloca il mio contributo professionale: mi preoccupo di accompagnare gli adulti nella comprensione delle capacità e degli interessi dei bambini, sollecitandoli osservare quanta concentrazione o disinteresse esprimono rispetto alle varie opportunità che incontrano nel loro fare quotidiano.

Per aiutare a fare luce su questi aspetti, organizzo seminari e laboratori sul gioco rivolti ad educatori, insegnanti, genitori, nonni, operatori di servizi sociosanitari e culturali, volontari.

Effettuo "riletture" di ambienti di gioco già esistenti (nidi, scuole, abitazioni private, ludoteche, servizi, sale di attesa, ludoteche,..) e curo la progettazione ex novo di ambienti e servizi.


Chi sono

Mi piace pensare che tutti siamo, potenzialmente, architetti di comunità desiderabili: è sufficiente e necessario prestare attenzione a cosa ci fa stare bene e lavorare in quella direzione, insieme agli altri, nel rispetto di tutti.

Il mondo laico verso il quale cammino crede nel valore della bellezza, del gioco, della comunità, della cooperazione, della politica agita dal basso, dell'artigianato educativo e del partigianato pedagogico.

Mi interessa ciò che aiuta le persone a formulare e realizzare il loro personale progetto di vita.