Virginia Esther Hamilton

Hans Christian Andersen Award for Writing (1992)

Afroamericana, Virginia Esther Hamilton nasce il 12 marzo 1936 a Yellow Springs, nell'Ohio,  da Kenneth James Hamilton e Etta Belle (Perry) Hamilton. Aveva due sorelle e due fratelli.
Suo nonno, Levi Perry, era stato venduto come schiavo insieme alla madre e da questa fu poi aiutato a fuggire dalla Virginia nel 1857:  non ha più avuto notizie della madre e il padre non lo ha mai conosciuto. Sposò Rhetta Adams e si stabilirono a Yellow Springs. In casa le storie,  la lettura e la musica erano condivise nel comune sforzo di costruzione una nuova identità.

L'autrice compie gli studi all'Antioch College e successivamente all'Università statale dell'Ohio dove un professore la invita a trasferirsi a New York per avere maggiori possibilità di essere pubblicata.
Per un po' di tempo fece la spola fra l'Ohio e New York.
Infine decise di stabilirsi nella grande mela e trovò lavoro in un'azienda di ingegneria. Fu anche apprezzata come conferenziera e insegnante.

Lavorava la mattina e passava il pomeriggio a scrivere. Nel 1960 si sposa con il poeta Arnold Adoff. 
Autrice di più di quaranta libri, ne scrisse una trentina pensando a un pubblico giovane (romanzi, biografie e raccolte di racconti popolari). 
Esordisce come scrittrice nel 1967 con il romanzo Zeely

Della sua narrativa è stato scritto che trasuda  atmosfere passate e atemporali,  in particolar modo grazie a un simbolismo complesso e audaci esperimenti stilistici che trova piena espressione nel romanzo M.C. Higgins, The Great, ricco di un complesso simbolismo che collega passato, presente e futuro. La narrazione si dipana in un'alternanza tra terza persona e il flusso di coscienza del protagonista, sfidando così chi legge a orientarsi tra i fatti e le illusioni  del giovane Higgins: questo crea una tensione surreale che conferisce al testo la dignità di un’opera fantascientifica apprezzata a livello internazionale.

The people could fly (1985) è stata la prima antologia completa di racconti popolari afroamericani selezionati appositamente per l'infanzia,  seguita da In The Beginning,  una raccolta di storie sulla creazione da tutto il mondo.

 le parole che creano mondi sono magiche per me.
Il miracolo delle parole è che attraverso il linguaggio possono attribuire valore ai desideri umani.
Il linguaggio è magico, è sempre stato magico, fin dai tempi in cui gli stregoni pronunciavano i loro incantesimi e scrivevano i loro simboli, che hanno impregnato il nostro passato umano di meravigliosi miti.
Oh, credo nel linguaggio e nella sua magica monarchia. Legare a me il suo sconfinato incantesimo è il motivo per cui scrivo.
(dal discorso di accettazione del H.C.Andersem Award)

I  personaggi dei suoi libri  generalmente sono molto complessi quanto a costruzione e psicologia, per gli Intrecci delle reciproche relazioni. Protagoniste delle storie sono prioritariamente persone afrodiscendenti, ma il colore della pelle è trattato alla stregua della pelle bianca nei romanzi con personaggi bianchi, infatti a differenza di molti altri scrittori afrodiscendenti,  raramente scrive di differenze razziali sebbene i suoi libri siano impregnati di un'eredità culturale fatta di storia tradizioni e fiabe.
Hamilton non è interessata a psicologizzare né a spiegare: racconta una storia e pone domande, lasciando a chi legge il compito di riflettere.

Ho in comune con la maggior parte degli autori di letteratura giovanile una buona memoria, quasi fotografica, della mia infanzia. In effetti si dice spesso che noi autori scriviamo soprattutto per i bambini perché la nostra infanzia è stata così vitale e sentita che non possiamo lasciarla andare. Non scriviamo necessariamente di noi stessi. In effetti io non lo faccio mai, scrivo piuttosto  dell’infanzia rimanendo al di fuori della mia ricca esperienza. Ho veramente amato essere bambina (dal discorso di accettazione del H.C.Andersem Award)

Durante la sua vita ha ricevuto molti premi e riconoscimenti:

  • National Book Award per la letteratura per ragazzi (1975) per M. C. Higgins, the Great
  • Medaglia Newbery (1975) per M. C. Higgins, the Great
  • Hans Christian Andersen Award (1992)
  • Medaglia Laura Ingalls Wilder (1995)

Virginia Esther Hamilton è morta all'età di 65 anni, il 19 febbraio 2002, per un cancro al seno. A Dayton.

In Italia sono stati pubblicati

  • Piccola città (Plain city, 1993), Milano, Mondadori, 1999 traduzione di Ada Arduini 
  • Blu di luna (Bluish, 1999), Milano, Mondadori, 2005 traduzione di Alessandra Orcese 
  • La gente che volava (The People Could Fly), in Storie di meraviglia, Il Tesoro, EL, 2000 traduzione di Roberto Piumini.

Pagina scritta per il Progetto LupoGuida in collaborazione con Lupoguido. Mi scuso per eventuali imprecisioni ed invito chi lo desiderasse a scrivermi in privato per rettifiche ed integrazioni.

Fonti

The Hans Chistian Andersen Award 1956-2002 (Ibby)

ZAM

Wikipedia


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