La Central Library della città di Manchester, progettata da E. Vincent Harris, è stata inaugurata nel 1934 ma completamente restaurata nel 2010, con una rivisitazione che ha voluto proiettare nell'avanguardia architettonica l'ispirazione classica dell'edificio, sortendo un effetto di cui i cittadini sono molto orgogliosi.
La biblioteca pubblica è posta in piena centro ed è aperta dal lunedì al sabato. Articolata in 6 piani circolari che si sovrappongono come dischi, si accede dall'ingresso principale al piano più vitale, frequentato durante l'intero orario di apertura da persone di ogni età, di cui molte si danno appuntamento presso il caffè interno.
Tutto intorno si sviluppa l'archivio storico, molto spettacolare in quanto giocato sulla convivenza di tecnologie moderne e diari vecchi, schermi piatti interattivi e manufatti d'epoca, cartoline del secolo scorso e cartoline virtuali che chiunque può spedire gratuitamente. L'archivio storico è davvero capace di sorprendere ed avvincere con le migliaia di immagini, piantine cittadine delle varie epoche storiche, biografie dei personaggi celebri, ...
Libri e pannelli interattivi, schermi touch screen e altri strumenti consentono al visitatore -mosso solo da curiosità- di navigare a vista facendosi rapire dalle mille storie della città, dei movimenti, delle persone celebri e non anche sfogliando libri che, come nella scuola di Hogwards, si animano.

Un negozio interno vende oggetti per cancelleria, tazze, borse e magliette sfruttando il vasto archivio storico.

Numerose sale riunioni sono disponibili su prenotazione. Si può salire ai piani superiori utilizzando la scala o l'ascensore di cristallo: al primo piano c'è la sala lettura illuminata dalla luce naturale che entra dalla vetrata circolare del soffitto, la biblioteca musicale -la più calda ed emozionanteo: scaffali e scaffali pieni di spartiti vecchi e nuovi, facilmente accessibili, si avvicendano per ogni genere musicale.
Così come nicchie di scaffali raccolgono biografie di compositori, cantanti, musicisti e band.
Tra nicchie e disimpegni, strumenti elettronici, chitarre acustiche ed amplificate, tastiere, piani, sono a disposizione.   

Ad ogni piano uno schermo aiuta i visitatori ad orientarsi.  

Salendo ulteriormente si arriva all'area Business, dove si può ricevere un aiuto nella stesura del curriculum vitae e accedere a ricerche di mercato e dati statistici.  A disposizione anche una stampante 3D.  
Salendo ancora si arriva alla zona Computer, con le sue 170 postazioni di lavoro.

L'ultimo piano è occupato da un archivio organizzato per scaffali mobili rivestiti da pannelli che rendono omaggio alle celebrità locali.  
Nel piano seminterrato invece si estende la moderna sala lettura che ospita anche la sezione bambini e ragazzi, che aderisce alle tante iniziative nazionali per festeggiare il centenario di Roal Dahl.
Ad essere sincera la prima volta che vi sono andata ho trovato quest'ultimo spazio molto disordinato, fatto che mi aveva fortemente delusa e un po' irritata.  L'indomani mattina invece era tutto al proprio posto: libri, poltrone, cuscini e blocchi multifunzionali, una grande varietà di angoli in cui nascondersi, muoversi e giocare. Postazioni per computer e giochi interattivi sono distribuite nell'ambiente.  

La biblioteca è stata concepita in modo da poter ospitare eventi privati e pubblichi, anche di una certa importanza, senza che turbino l'ordinario funzionamento, a partire da matrimoni, pranzi tra cui quello di Natale.  

Un passaggio in cristallo unisce la biblioteca agli uffici dei servizi sociali, nei quali svetta il ritratto di Emmeline Goulden Pankhurst (Manchester, 1858 – 1928), attivista e politica britannica che guidò il movimento suffragista femminile del Regno Unito. Il ritratto è composto da 10.000 fotografie di donne e fu realizzato nel 2008 da 14 gruppi femminile sotto la direzione dell'artista Charlotte Newson per celebrare gli 80 anni del diritto di voto delle donne.

Di questa biblioteca sicuramente mi porto a casa sollecitazioni su come rendere vivo un archivio storico: la presenza di un caffè ampio e ospitale, aperto a tutta la cittadinanza, favorisce l'arrivo di persone che poi scoprono la possibilità di accedere a supporti e strumenti antichi e moderni molto accattivanti. Anche l'angolo per la vendita di gadget di buona qualità ispirati all'archivio costituisce una mossa interessante per valorizzare il patrimonio e generare movimento.
Mi ha colpito come la biblioteca sia protesa verso la vita cittadina, anche generando scambi con il flusso che quotidianamnete accede ai servizi sociali.

Vuoi contattarmi?