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G. Armin, Work. I lavori dalla A alla Z, Else, 2014

"E' difficile diventare adulti quando non c'è abbastanza lavoro da uomini" (Paul Goodman)

Se chiediamo ai bambini "Cosa farai da grande?" le risposte sono assai varie, spaziano tra  ambiti molto diversi tra loro e riflettono l'ambiente in cui vivono, ambiente di cui fanno parte integrante i media, fattore che contribuisce molto ad allargare il ventaglio delle possibilità. Con l'adolescenza le cose cambiano -e non poco. Perché? Vale la pena cercare delle risposte viaggiando tra l'editoria per bambini e giovani adulti. 

In molti libri per bambini è palese l'intento di alimentarne l'autostima e la spinta a realizzare i propri desideri - non di rado ironizzando sulle aspirazioni di genitori, amici, parenti che si sovrappongono attraverso proiezioni e fantasie di riscatto. Con questo taglio è molto divertente il libro edito da Piemme, nella serie Arcobaleno, Cosa farai da grande?

Negli ultimi tempi sono stati pubblicati numerosi cataloghi di professioni e lavori, per bambine e bambini, impegnati a contratare discriminazioni di genere, in particolare da Settenove, EDT Giralangolo-Sottosopra.

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L. Biemmi, L. Terranera, Cosa faremo da grandi? Prontuario di mestieri per bambine e bambini, Settenove, 2015

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L. Biemmi, L. Terranera, Cosa faremo da grandi? Prontuario di mestieri per bambine e bambini, Settenove, 2015

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L. Biemmi, L. Terranera, Cosa faremo da grandi? Prontuario di mestieri per bambine e bambini, Settenove, 2015

Mano a mano che l'età del target si alza, il lavoro viene più frequentemente presentato, nei libri, come frustrante, ripetitivo, come una chimera, o ancora: omologante e annichilente, quando non strettamente intrecciato ad ambienti malavitosi.

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G. Armin, Work. I lavori dalla A alla Z, Else, 2014

Parte del mondo degli adulti sta  orientando i giovani  al ribasso, invitandoli a ridimensionare le ambizioni di autorealizzazione, non mancano opinionisti e saggisti che vendono  tesi di adolescenti e giovani smidollati, senza guardare alle origini dell'attuale crisi economica, morale e lavorativa.Controtendenza il saggio di Stefano Laffi: La congiura contro i giovani. Crisi degli adulti e riscatto delle nuove generazioni, Feltrinelli, 2014. Francesco Ciafaloni fotografa per Gli Asini (n. 26) la situazione italiana incrociando i dati di varie fonti (vale la pena leggere l'articolo I giovani e il lavoro) da cui estrapolo:

La disoccupazione (...) è il problema fondamentale. I giovani sono ovviamente i più colpiti, per le mancate assunzioni, per la maggiore presenza tra i precari, i contratti a termine, i lavori marginali, che spariscono per primi quando ci sono problemi. (...) Si capisce benissimo perché i giovani italiani cerchino lavoro in Germania dove la percentuale di giovani disoccupati è 1/5 di quella italiana; o nel Regno Unito (...). 

L'editoria per bambini e giovani adulti rispecchia la nostra società: - ai bambini si prospetta, nei primi sei anni di vita, un mondo di libertà, giustizia, uguaglianza, vivacizzato da beni di lusso acquistabili, ma anche da tante relazioni sincere, importanti, costruttive. Si prospettano vite piene di soddisfazioni, di relazioni significative -e anche di "oggetti"; - già intorno ai sei anni si abbassa l'asticella, molto anche per i demeriti di un'editoria scolastica spesso insulsa e stereotipizzante, quanto incapace di "leggere" il presente; - dalle medie in poi i ragazzi iniziano a esercitare più attivamente la libera scelta delle proprie letture (seppur fortemente influenzate da un mercato aggressivo e da politiche nazionali di educazione alla lettura pressocché inestistenti!) ed è allora che molti scelgono di leggere di società future in cui gli adulti spariscono. Vale la piena chiedersi il perché! 

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