Moderna o antica, popolare o di lusso, di mattoni o di paglia, ogni casa ha un cuore segreto. Nascosti fra le sue mura i segni e, soprattutto, i sogni del bambino che lo abita.

L'albo di Tortolini e Palmarucci Le case degli altri bambini è un catasto esistenziale.
Dalla copertina sono i giochi che ci introducono a ciò che segue: costruendo case i bambini decidono se stare vicini o isolati, invitare o non invitare nella propria casetta, costruire da solo o insieme ad altri, ...  
Nell'albo si susseguono abitazioni-museo, appartamenti, seconde case al mare, capanne di legno e metallo, case enormi abitate da poche persone e piccoli appartamenti affollati,  che attengono in parte al passato in parte a fantasie senza tempo.

Mi diverte immaginare gli autori impegnati ad aggiornare il catasto esitenziale tra venti-trent'anni: che segno avranno lasciato le varie sperimentazioni di cohousing, i condomini sociali, le case aperte alla Sharing Economy per condividere cene, spettacoli culturali.... ?
La casa tra focolare e agorà, è un termomentro sociale, continuamente ripensensata in relazione al senso di sicurezza\ appartenenza e alla situazione economica, reale e percepita, che orienta un rinnovamento culturale e sociale. 

Si lasciano mai le case dell'infanzia? Mai: rimangono sempre dentro di noi, anche quando non esistono più, anche quando vengono distrutte da ruspe e da bulldozer.

Tortolini si è affidato alle parole di  Ferzan Ozpetek per dare voce al rapporto tra la casa in cui si cresce e ciò che diviene parte integrante di ciascuno di noi.

Claudia Palmarucci, invece, mette in scena archivi di storie e desideri (pozze d'acqua, scale, libri, sculture, pentole) che si sovrappongono come Matrioske, per poi unirsi inestricabilmente come gli anelli degli alberi, rendendo impossibile isolarli con le loro specificità.

L'albo consegna ai lettori tracce di storie, di gnomi domestici e di oche selvatiche che sorvolano i tetti nutrendo sogni infantili di evasione ...

Sullo sfondo rimane una domanda: la casa è un diritto?

Luca Tortolini, classe 1980, vive a Macerata.
Ha studiato al DAMS di Roma Tre. Oltre a scrivere si occupa di educazione e promozione della lettura nelle scuole. Tiene laboratori e corsi di lettura e scrittura.
Cura il festival “Torredilibri” e collabora con la Comunità Terapeutica La Speranza e con Redattore Sociale.
Sta lavorando alla regia del suo primo documentario dal titolo “Comunità”. Di prossima uscita con Editions Notari “Le Renard et l’aviateur” (illustrato da Anna Forlati) e “L’épouvantable créature sauvage” (illustrato da Daniela Iride Murgia). 

Claudia Palmarucci nata a Tolentino (MC) nel 1985, ha studiato arte all’Accademia di Belle Arti di Macerata ed ha all'attivo interessanti pubblicazioni. 

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