• 26/08/2018
E FU COSÌ CHE IN UN GIORNO DI VENTO, LUIGI LA PECORA DIVENNE LUIGI I, RE DELLE PECORE. UN RE DEVE AVERE UNO SCETTRO PER GOVERNARE, PENSÒ (...) E UN TRONO PER AMMINISTRARE LA GIUSTIZIA, (...) UN BRAVO RE DEVE ANCHE PARLARE AI SUOI SUDDITI

e per tenersi occupato, andare a caccia, di cervi, cinghiali e di leoni, anche se non ve ne sono (andranno fatti portare!), e passeggiare nei giardini reali (...). Un re deve mettere ordine nel suo regno (...).  

/media/post/79zb54e/luigi.jpg
Oliver Tallec, LUIGI I Re delle pecore, Lapis, 2016

Tallec è impareggiabile nel metter su carta, con ironia, come alle volte basti un colpo di vento per rovesciare lo stato delle cose. Trovo delizioso e arguto questo albo. Il ritmo narrativo è quello della tradizione favolesca. E se è vero che vi si possono riconoscere corsi e ricorsi storici, non vi è traccia di pedanteria, moralismi o esemplificazioni didascaliche.

Trilussa, nel 1922, su LUPI E AGNELLI:

L'ISTRUZZIONE

Loreto, Pappagallo ammaestrato, doppo trent'anni ritornò ner bosco propio dov'era nato. Er padre disse:- Come sei cambiato!- La madre disse - Nun te riconosco! -So diventato 'na celebbrità! -rispose er Pappagallo co' la boria d'un professore d'università- Ho imparato a memoria una dozzina de parole belle ... - Dodici sole?...- Sì, però so quelle che l'ommini ce formeno la Storia e che so', su per giù, le litanie de li discorsi e de le poesie: Iddio, Patria, Famija, Fratellanza, Onore, Gloria, Libbertà, Doveri, Fede, Giustizzia, Civirtà, Uguajanza...- La madre disse:- Fijo, parla piano, nojantri nun volemo dispiaceri ...  

Vuoi contattarmi?