I Mumin vivono in pace,  sono accoglienti, gentili, divertenti, hanno sensibilità artistica, amano profondamente la natura, rispettano tutti, sono curiosi, esteti, brillanti, pragmatici, capaci di interrogarsi su questioni etiche, sono propositivi, generosi. Dotati di pragmatico senso della giustizia, amano ben vivere.

I Mumin portano leggerezza, fanno stare bene le creature vicine e, sopratutto, contagiano con la muminfilosofia.
Chi sono i Mumin?
Usciti dalla penna di Tove Janson, sono troll gentili che assomigliano a ippopotami.

Mumin, Mamma Mumin, Papà Mumin, convivono con una grande varierà di amici, con taluni in forma stabile, con altri in base alle esigenze di quest'ultimi; la loro casa è sempre aperta. Nella valle dei Mumin incontriamo anche Grugnina, i Tabacchi, i Fungarelli, i Selvagnoli, gli Emuli, ...

I Mumin rappresentano una vera e propria istituzione finlandese (anche se Tove Janson apparteneva alla minoranza linguistica svedese) che ha fatto conoscere il paese in tutto il mondo, dato che sono stati tradotti in circa una quarantina di lingue;  purtroppo in Italia non hanno avuto lo stesso successo che altrove.  

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Tove Jansson, Mumin e la cometa, Black Velvet, 2012

Caccia alla cometa apre la saga dei Mumin, introducendo i principali personaggi che accompagneranno l'intero ciclo, nonché le tematiche ricorrenti.
Emergono da subito tratti caratteristici della letteratura nordica, come il dinamismo delle vicende raccontate che convive con una profonda capacità di introspezione, ma anche un rapporto con la natura capace di esaltarne la meraviglia, come di rispettarne la potenza.
Nel racconto prendono forma varie occasioni per riflettere sul rapporto con gli oggetti: fonte di gioia e forza, da un lato, ma anche potenziali legacci ammalianti e ostacoli alla libertà, dall'altro.
Da subito il clima familiare appare in tutta la sua morbida, ma determinata, capacità di accogliere tutti, anche amici e passanti.

Ne Il cappello del Grande Bau mamma Mumin si accorge che in casa sua si sono nascoste due creaturine sconosciute, spedisce il fidato Sniff a sentire di cosa hanno bisogno -e apprendendo che la parlano una strana lingua- si preoccupa: 

Sarà un bell'affare capire che dolce desiderano per il loro compleanno o con quanti cuscini dormono!

Nello stesso racconto i Topomuschiato per organizzare con successo una festa spiega: 

Occorrono molti tavoli (...) Di tutte le dimensioni e nei posti più impensati. Nessuno se ne vuol stare inchiodato alla sua seggiola durante una festa (...).  E all'inizio dovete offrire quello che avete di meglio. Poi fa lo stesso, perché, tanto, hanno cominciato a divertirsi. E non frastornateli con spettacoli, canzoni e roba del genere. Lasciate che siano loro al centro del programma.

In Magia di mezza estate uno scambio di battute, tra Mamma Mumin e Spinetto, che nulla ha da invidiare alle commedie di  Oscar Wilde: Mamma Mumin:

"Naturale che ce la caveremo (...) solo i farabutti finiscono male!"
"Non sempre" notò Spinetto "conosco dei farabutti a cui non è successo niente di pericoloso". "
"Che vita monotona!" si meravigliò Mamma Mumin

poche pagine avanti:

 "M'ero messa alla ricerca di un vestito" prese a raccontare Grugnina "quando tutt'a un tratto ne ho trovati a centinaia. Ero così felice" (...) "Potevano anche essere mille" proseguì Grugnina "E più li guardavo e riguardavo, più me li provavo, uno dopo l'altro e più mi sentivo diventar triste" "Davvero?" esclamò Misa "Sì, è strano ma è così, erano troppo capisci? Mai avrei avuto il tempo di indossarli tutti, e mai sarei riuscita a decidere quale preferivo. Quasi mi prendeva il panico! Se almeno ce ne fossero stati due soli..."

Qualche pagina oltre un dialogo delicato e potente tra Filifiocca e Grugnina:

"Sono gli unici parenti che ho" spiegò Filifiocca "ed è un dovere invitare i propri parenti per le feste, vi pare?"
"Allora lo fai per dovere, non perché ti diverta?" intervenne Grugnina "
Naturale che non mi diverte" rispose Filiofocca stancamente "Mio zio e sua moglie non sono per niente simpatici" (...)
"In fondo"  disse con lentezza "forse non c'è bisogno di invitarli, visto che non si diverte nessuno,vero?"
"No, assolutamente nessun bisogno" assicurò Grugnina

Tove Jansson ci mostra poco oltre cosa sia il teatro e come prendono vita le storie, per bocca di Emma che

si sedette sull'orlo del letto accanto a Mamma Mumin e raccontò: Un teatro è l'istituzione più importante del mondo,  perché dimostra alla gente come potrebbe essere, come desidera essere anche se non osa diventarlo,  e com'è in realtà
Un riformatorio, allora! -esclamò spaventata Mamma Mumin.

Chiudo con le parole di Mamma Mumin:

Che piacere, vero? quando gli amici ottengono proprio quello per cui sono tagliati?

Magia d'Inverno cambia registro: Mumin si sveglia quando tutti intorno a lui sono ancora avvolti dal lungo sonno letargico.
Così inizia un'esperienza di vita che è anche metaviaggio,  in cui incontra sconosciuti, conosce il lato oscuro dell'anno (l'inverno!), impara a vedere aspetti ignoti in coloro che conosce superficialmente.
Mumin impara aspetti per lui nuovi del mondo, ascolta le ambivalenze di alcuni sentimenti, le esplora e trova come fare ordine tra pulsioni contradditorie.
La mamma, profondamente addormentata, risponde nel sonno alle domande che il piccolo Mumin, nei momenti di difficoltà le pone, in cui un Too-Ticki premuroso e attento spiega a Mumin che non sempre lo ha consolato nei momenti di sconforto perché

Ogni cosa va scoperta da sé (...) e va superata da soli.

Anche Mamma Mumin,  nel comprendere quante cose sappia gestire da solo il figlio, invita Grugnina a non proteggere troppo un 

ardito germoglio di croco -suggerendole- Lascia che si arrangi da sè; se la caverà certo meglio se incontrerà qualche piccolo ostacolo.

I Racconti dalla valle dei Mumin sono 10 brevi narrazioni, molto indicate per lettori autonomi che stanno sbocciando perché alla soddisfazione di portare a termine un pezzo si somma quella di leggere  avventure, fantasie, proiezioni in cui è facile perdersi, divertirsi, spaventarsi e ritrovarsi.
In Motivetto primaverile  l'importanza di  avere un nome, in Una storia dell'orrore, le fantasie di sparizione di un fratellino (che se proprio doveva arrivare, non poteva almeno nascere già grande?) e in cui tutto si conclude tornando a casa e mangiando tutto ciò che era rimasto (il finale non ricorda le torte di Mamma Mellops con cui si conclude ogni avventura?), La Filiofiocca che credeva nelle catrastrofi, che aveva

"una sua personale tempesta (che) era sempre la peggiore, lo era sempre stata. E nel profondo del suo cuore La Filofiocca era piuttosto fiera di quelle catastrofi che appartenevano a lei sola"

E quando la catastrofe tanto temuta, arriva veramente lei reagisce pensando

"Ecco, ci siamo. Ora va tutto a scatafascio. Finalmente. Ora non ho più bisogno di aspettare" (...) "E la cosa più incredibile era che improvvisamente si sentì al sicuro, una sensazione strana e nuova, straordinariamente piacevole. Perché doveva preoccuparsi ancora? La catastrofe era finalmente avvenuta."(...)" Ora non avrò mai più paura, disse a se stessa. Ora sono libera. Posso fare qualsiasi cosa."

Memorie di papà Mumin è un gioco, in gran parte veritiero: spesso chi scrive le proprie memorie ha bisogno di credere che siano necessarie a qualcuno -ed è così che talvolta lo diventano, per quel legame significante che unisce scrivente e lettore, che va oltre la qualità letterarie e le vicende narrate per divenire trama di senso e ordito di significati.

Delle due illustrazioni sottostanti la prima apre il racconto Piccolo Knitt tutto solo la seconda lo chiude.
Timori, fantasie, sentimenti in cui ciascun bambino può facilmente identificarsi sono esplorati e verbalizzati in apertura, in chiusura, poi, le tempeste emotive sono ricomposte affermando l'importanza dell'amicizia, della condivisione, della felicità e dell'allegria. 

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La via della pace passa anche dai Mumin. 

In italiano possiamo goderne attraverso le seguenti pubblicazioni:
- 6 racconti lunghi, in casa Salani: Caccia alla cometa (1946, edito in Italia nel 2002- fuori catalogo ma disponibile in biblioteca);  Magia di Mezza estate (1954, edito in Italia nel 1990);   Magia d'Inverno (1957, edito in Italia nel 1992); Racconti dalla valle dei Mumin (1962, edito in Italia nel 1995); Il cappello del Gran Bau (1968, edito in Italia nel 1990);  Memorie di Papà Mumin (1968, edito in Italia nel 2003)
-  fumetti, riproposti in Italia da Black Velvet: Mumin e i briganti; Le follie invernali di Mumin; Mumin e i marziani; oggi anche in casa Iperborea
- illustrati,  E adesso che succede? Un libro su Mimla,  il troll Mumin e la piccola Mi, (1952) ; Piccolo Knitt tutto solo, (1960) entrambi in casa Salani;
- cartonati, pop-up e altri formati  per Gallucci e Giunti.

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