Al workshop GIOCARE CON LA SABBIA organizzato insieme all'associazione Emmi's Care, hanno partecipato educatrici, insegnanti, coordinatrici, psicomotriste.

I lavori hanno preso avvio da una domanda:

Qual'è il vostro più antico ricordo di giochi con la sabbia?

Ho chiesto di ripensare alle posture e ai movimenti, grandi e piccoli, del loro corpo durante il gioco: per alcune la sabbia era quella dei lavori edili, della strada di campagna, del fiume.

Lo spazio era stato allestito per poter giocare con la sabbia, le partecipanti lo hanno fatto per una buona mezz'ora, con l'invito a godersela, senza anticipare i lavoro con meta-letture professionali. 
Le parole usate successivamente in cerchio per raccontare l'esperienza sono state: nostalgia, riscoperta, stupore, tenerezza, impegno\concentrazione, tranquillità, rilassamento, spensieratezza, isolamento, ho staccato da tutto, non ho pensato ad altro, desiderio di entrare con i piedi, entusiasmo, sorpresa per la spontaneità dei movimenti, semplicità, piacere nela ripetizione spontanea del gesto.

Lo scopo del seminario era proporre esercizi di sguardo per raccogliere informazioni su postura, equilibrio, movimenti, gesti, tempi, interazioni e utilizzo dei materiali, durante l'immersione in una buona esperienza ludica. Per questo motivo ho chiesto a ciascuna di raccontare cosa avessero fatto, mantenendo lo sguardo sui gesti compiuti, sui movimenti del corpo in relazione agli oggetti utilizzati; ecco alcune risposte: affondato le mani, riempito, svuotato, ascoltato il suono, sollevato in alto, setacciato, travasato, battuto, nascosto lasciato impronte, mescolato, fatto scorrere la sabbia sul corpo, osservato\analizzato\studiato, lasciato cadere, guardato, respirato, soffiato, assaggiato, sentito il fresco, sotterrato, sfregato, ruotato tra le mani, cercato pulito, spostato, infilato, pensato, fatto attraversare la sabbia tra gli oggetti, Scosso\sbattuto, costruito, cucinato spianato, disegnato, diviso

Alla domanda: Come avete utilizzato gli oggetti?  Le risposte più frequenti sono state: per setacciare, raccogliere, svuotare\riempire, trasportare\spostare, lasciare impronte.

Ci siamo soffermate lungamente sul linguaggio: se non troviamo parole per nominare gesti,  micro-movimenti,  piccole sequenze, non possiamo farne oggetto di pensiero condiviso in équipe.
Per osservare bene dobbiamo essere dotati di un linguaggio puntuale: quando non siamo capaci di nominare ciò che i sensi percepiscono perdiamo le informazioni intercettate, non le raccogliamo.
Molti anni di formazione ci hanno portato a usare un linguaggio tecnico di cui talvolta abusiamo per "nobilitare" il nostro lavoro, finendo così per "incasellare" i comportamenti con espressioni generiche, vuote come esplora, socializza, sperimenta, oppure ci spingiamo a interpretare frettolosamente: imita, costruisce,... Parole che non ci aiutano a capire chi è la persona di cui parliamo, cosa la animaa cosa sia interessata.
Su questo occorre allenarsi costantemente, perchè quanto più capisco cosa sta facendo quel singolo bambino, quella singola persona, tanto più posso adoperarmi per rispettarne gli interessi.

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