Per i bambini che dominano totalmente la madre o l'intera famiglia, la vita non è molto divertente (...)  Un bambino che vince con la prepotenza non trova mai un piacere soddisfacente, perché non gli è dato spontaneamente. Non ci sono doni ma solo estorsioni.
[Asha Phillips, I no che aiutano a crescere,]

Nella società strabica in cui viviamo, molti adulti esprimono il loro totale disorientamente nella relazione con i bambini: spesso smaniosi di incorrere nella loro approvazione si sottraggono al ruolo di cornice che la regia educativa richiede loro, altre volte caricano di impegni persone che avrebbe diritto a vivere la loro infanzia cercando soddisfazione ai loro bisogni naturali.
I bambini stanno in mezzo alla confusione degli adulti, e si difendono come possono.

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Vincent Cuvellier e Aurélie Guillerey, I bambini sono cattivi, Sinnos

Bambini angelicati e bambini tiranni sono vittime di uno stesso errore: l'invadenza dell'adulto che carica l'infanzia di compiti per soddisfare aspettative personali, talvolta apparentemente nobili, altre dichiaratamente egocentriche.
Molti bambini sono ostaggio di adulti iperaccudenti che non li perdono di vista un solo istante, sopravvalutando i pericoli finiscono per intossicare l'infanzia; non sono una rarità uomini e donne che pongono eccessivi limiti all'autonomia di movimento e ostacolano la naturale progressione di abilità del bambino\a. 
Spesso gli occhi degli adulti scrutano ogni oggetto e movimento del bambino, entrano nei loro giochi, si sostituiscono a loro quando devono imparare a stimare da soli cosa sono in grado di fare in sicurezza  e come desiderano esercitarsi per crescere capaci e liberi!
Ma sono anche numerosi i bambini strapazzati da un vortice di impegni, senza alcuna considerazione dei loro ritmi naturali, perché "non ci si può mica chiudere in casa!"
E poi: bisogna stimolare il bambino, perché nell'infanzia la mente è assorbente! Quale fraintendimento ha generato questa visione del bambino come persona capace di regolarsi da solo e apprendere attivamente!
Lo ha ben capito il mondo del marketing: l'infanzia ha l'oro in bocca!

Che fatica essere bambini!

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Vincent Cuvellier e Aurélie Guillerey, I bambini sono cattivi, Sinnos

Ma anche che fatica essere genitori, e nonni e baby-sitter, educatrici, insegnanti in una società che considera i bambini gli istigatori inconsapevoli all'acquisto. Poi ci sono le alleanze spontanee, talvolta pedagogicamente scorrette ma non per questo necessariamente meno sane.

Dicono che bisogna insegnare ai bambini ad amare la madre, il padre, la maestra; bisogna insegnar loro ad amare tutto e tutti. E chi è questo maestro d'amore, che vuole insegnare ai bambini ad amare? Colui che giudica capricci tutte le loro manifestazioni e che pensa alla propria difesa contro di loro? L'adulto non può diventare maestro d'amore senza un esercizio speciale e senza aprire gli occhi della coscienza, per vedere un mondo più vasto.
[Maria Montessori, Il bambino in famiglia, prima ed.  1956, qui nell'edizioneGarzanti del 2000]

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Vincent Cuvellier e Aurélie Guillerey, I bambini sono cattivi, Sinnos

Fortuna che i bambini talvolta sanno isolarsi in tane dei divertimenti e in un altrove anche in mezzo a sale popolate da adulti impegnati nelle loro cose.

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Kay Thompson e Hillary Knight, Eloise, Simon and Shuster, New York, 1955

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