Sono un artista del movimento. 
Con i suoi mobiles, Calder aveva trovato un mezzo d’espressione diretto e forte. Ha lavorato un quarto di secolo prima di me, ed è riuscito a realizzare un’opera plastica indiscutibile e assolutamente straordinaria, con gioia e con un certo humor. E questo mi ha dato fiducia. Diciamo che la riscoperta d’Alexander Calder, sindacale, come si diceva allora, mi ha spalancato una porta per la quale potevo entrare.
Sono andato avanti in quella direzione e ho scoperto le grandiose possibilità del movimento.
(Pontus Hulten, Tinguely - Una magia più forte della morte. 1987, estrapolato da qui)

Nella giocosa leggiadria delle sue opere è manifesto il rifiuto della funzione celebrativa della scultura; questo e molto altro mi sono portata a casa dalla visita al museo Jean Tinguely (1925–1991), di Basilea, che ospita la più grande collezione delle sue opere, tra le quali ci si ritrova in un continuo gioco di rimandi al lavoro di Alexander Calder e alle macchine di Bruno Munari, a cui lo legò amicizia.

Il museo offre un percorso tra le metameccaniche degli esordi, fino ad arrivare a quelle inclusive del suono, dimensioni via via crescenti.

 

Nel manifesto Für Static (Per la Statica) di cui Tinguely diffuse 15.000 volantini sorvolando Düsseldorf il 14 marzo del 1959, si legge

Tutto si muove.
L‘immobilità non esiste.
Non lasciatevi dominare da antiquati concetti di tempo.
Dimenticate le ore, i secondi, i minuti.
Non fate resistenza alla metamorfosi.
Vivete nel tempo.
Siate statici.
Siate statici con il movimento presente.
Resistete alla paura angosciosa che vi porta a fermare il movimento, a pietrificare gli istanti e ad uccidere ciò che è vivo.
Smettetela di insistere su “valori” che si autodistruggono.
Siate liberi, vivete!
Smettetela di “dipingere” il tempo.
Smettetela di costruire cattedrali e piramidi destinate a cadere in rovina.
Respirate profondamente.
Vivete nel presente: vivete nel tempo e secondo il tempo, per una meravigliosa e assoluta realtà!

Tinguely figura tra gli artisti che il 27 ottobre 1960 sottoscrissero il "Manifesto del nuovo realismo".

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Per una panoramica sull'arte cinetico-visuale segnalo la tesi di Dottorato La conservazione delle opere cinetico-visuali di arte contemporanea  di Paolo Martore.

 

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