Una casa sull'albero, è il sogno di ogni bambino, dalla notte dei tempi.

E' il luogo dell'autodeterminazione, dell'incontro con altri bambini in uno spazio precluso agli adulti, è là dove si portano oggetti preziosi, magari tazze sbertucciate -che assumono valore rituale.

Una casa sull'albero è teatro di giochi, naufragi, piraterie, ... come ben ci raccontano le parole di Janna Carioli e le illustrazioni di Sonia MariaLuce Possentini (coppia consolidata che si aggiudicò il Premio Pippi quando ebbi il piacere di presiedere la commisione) nello splendido albo edito da Bacchilega Junior L'estate delle cicale.

E di mondi altri, di albero in albero, con o senza case, ci offre una rappresentazione visiva, senza parole, l'artista catalano Roger Olmos, reinterpretando Cosimo Piovasco di Rondò, il Barone Rampante di Italo Calvino (in Italia per il catalogo Logos). 

La Natura cura, rigenera il corpo e l'anima, lo abbiamo sempre saputo per esperienza e per istinto. Oggi ce lo dicono anche i neuroscienziati: bastano venti minuti in un parco per ridurre i livelli di cortisolo (l'ormone che si genera con lo stress) ed è sufficiente puntare lo sguardo su un paesaggio aperto e verdeggiante per sentirsi subito meglio. Tuttavia, il tempo che noi e i nostri figli trascorriamo nella Natura è sempre di meno.
(...) Sempre più spesso i nostri bambini non hanno la possibilità di giocare all'aperto, quando lo fanno si muovono in gruppo e le loro attività sono orientate dagli adulti. (Uppa, la rivista dei pediatri italiani)

Di sassolino raccolto in sassolino raccolto, di albero in albero, di arrampicata in arrampicata, di avventura in avventura, i bambini crescono. 

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