Negli anni settanta in Italia pochi pensavano a rinnovare l’editoria per l’infanzia e nessuno pensava ai libri per piccolissimi. Gli unici che producevano cartonati erano gli olandesi con i loro leporelli,  così chiamati in onore di Mozart,  perché si aprono come una fisarmonica, ricorda Loredana Farina nel suo IL LIBRO-GIOCO un po' mestiere un po' passione (che si può consultare integralmente su ISSUU)

In questo contesto nel 1977 nasce  La coccinella, per volontà di  cinque soci: Loredana Farina, Domenico Cauto, Giorgio Vanetti, Franco Cangi, Giuliana Crespi.

Si tratta di un progetto editoriale rivoluzionario, che esercitò la sua influenza sui libri per piccolissimi a livello mondiale introducendo pagine da comporre, ritagliare, incollare; libri coi buchi, la fustellatura decalage,  libri a forma del soggetto narrato (mano, piede, …), libri per guardare dentro le cose, per giocare con il ditino, libri da appendere, leporelli cartonati, libri di divulgazione scientifica a misura di piccollissimi,  oggetti-libro che si aprono come strutture tridimensionali.

Il successo è immediato, attestato anche da un enorme numero di imitazioni, non di rado mal riuscite per la mancanza di una visione d’insieme: perchè ove non viene interrogata la coerenza tra le varie componenti il progetto non regge. 

Io credo che la mente giochi prima del corpo e che una mente ben allenata sia capace di avventurosi viaggi intellettuali. È per questo che penso che libro e gioco siano due parole che stanno bene insieme e che abbiano molto da dirsi.  Giocare è un'attività importante a tutte le età e implica spesso una grande concentrazione per applicare con naturalezza abilità già acquisite. Il senso di piacere che scaturisce da questa concentrazione può dare un’ebrezza euforica, un gradevole stordimento e allontana i rumori esterni. C'è un momento in cui il gioco non è socializzante ed è quando c'è complicità solo fra noi e l'azione che stiamo compiendo. All'inizio della nostra esperienza editoriale -ricorda ancora Loredana- per definire i nostri lavori usavamo il termine inconsapevolmente futurista di “oggetti” che ci sembrava improprio e faceva storcere il naso a molti. Parlare di “ oggetti”  riferendosi ai libri gioco non è sufficiente. I libri gioco sono infatti oggetti di confine, non sono solo libri anche se ne mantengono spesso l'aspetto esterno, e non sono completamente giocattoli perché il materiale di cui sono fatti - derivante dalla cellulosa- li allontana da questa categoria. Sono mutanti oggetti di confine appunto e la loro caratteristica è che il cartone di cui sono fatti non ha funzione di supporto su cui stampare parole e immagini, ma è una struttura,  una forma, ed essa stessa comunica messaggi conoscitivi ed emozionali, racconti insomma da leggere ed esplorare con gli occhi e con le mani. La lettura dei libri-gioco è una lettura da fare con tutti i sensi. Si può dire che i libri-gioco siano allo stesso tempo contenitore è contenuto.

A distanza di dieci anni, nel 1987, il pieno successo è decretato dall’ introduzione di Bruno Munari al primo catalogo ragionato:

Una volta i libri erano di solo testo con qualche illustrazione in bianco e nero e la comunicazione avveniva attraverso la letteratura: anche le poche illustrazioni non erano progettate per completare la comunicazione verbale ma solo come ornamento aggiunto. Il libro non era considerato come un oggetto comunicante in sé ma come supporto per la letteratura. Oggi invece si è finalmente scoperto che l'immagine comunica, anche il colore, le forme, il tipo di carta e il cartone, la grandezza dei caratteri tipografici o la forma stessa delle lettere. E comunica anche tutta la tecnologia editoriale e cioè le fustellature, gli spessori, la rilegatura. Oggi siamo finalmente nella “comunicazione visiva” e non solo visiva ma anche tattile,  termica,  plurisensoriale. Cosa fa un bambino che prende in braccio un gatto? Compie un'azione che interessa tutti i suoi sensi: sente la morbidezza del pelo,  sente il peso, vede il colore del gatto, sente il calore, sente la voce, l’odore…. In natura queste comunicazioni sono sempre plurisensoriali. È evidente che un bambino di fronte a un libro  che gli occupa uno solo dei suoi recettori sensoriali sia meno interessato che di fronte a un libro da toccare, manipolare, guardare, trasformare, e anche leggere quanto basta per completare l'informazione globale. Quelli della Coccinella hanno avuto il coraggio di impostare una vera casa editrice solo di libri di comunicazione visiva e tattile, hanno inventato un nuovo modo di fare libri per bambini e non hanno bisogno di essere incoraggiati o aiutati dato che questi libri hanno grande successo anche all'estero. Libri\ giocattolo , libri a sorprese visive, libri che si trasformano, libri nei quali puoi infilare le dita. Libri adatti ai bambini finalmente!

Rimandando alla lettura integrale del libro di Loredana Farina, sintetizzò alcune sue indicazioni per interrogare la coerenza progettuale di un libro gioco, o giocattolo:

- il cartone è il materiale ideale;

- la copertina ha l’importante compito di attrarre il lettore, lo deve incuriosire, indurlo ad allungare la mano facendogli immaginare che dentro troverà cose interessanti e girando le pagine troverà conferma di ciò: ogni pagina una sorpresa!

- le immagini campite sul bianco sono facilmente leggibili: questo sfondo agevola la concentrazione su di esse e su quello che raccontano;

- dal punto di vista morfologico i buchi reggono e sostengono tante domande attivando l’interesse del lettore;

- le pagine fustellate oltre ad attivare giochi narrativi agevolano l’atto di voltare pagina.

Con l’acquisizione della casa editrice da parte di RCS Loredana Farina, nel 1990, uscì dal gruppo.
Da qualche anno la sua instancabile tensione si è incanalata insieme a quella di compagni di strada vecchi e nuovi nella vita dell’associazione Ts’ai Lun 105, sorta proprio per promuovere e incentivare la conoscenza delle tecniche di produzione dei libri-gioco realizzati in cartone con fustellature, piegature e incastri ottenuti con macchine ad alta tecnologia cartotecnica. 
Il prossimo appuntamento in programma è un seminario dal titolo Il libro-gioco tra editoria per l'infanzia e scienze cognitive con la partecipazione di Emanuela Bussolati, Beatrice Lacchia, Francesco Pavani e Manuela Trinci. Si svolgerà sabato 12 ottobre dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.30 presso il Laboratorio Formentini per l’Editoria - Via Marco Formentini a Milano (MM Lanza - Tram 2 - Bus 61).
l'incontro è gratuito con prenotazione obbligatoria entro giovedì 10 ottobre 2019.
Per informazioni e iscrizioni scrivere a: info@libri-gioco.it 

La coccinella  ha festeggiato 40 anni di attività nel 2017.

 

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