Cosa muove la meraviglia ? E da cosa è mossa?
Ecco alcuni esercizi condotti con un gruppo misto di educatrici, pedagogiste, arteterapeuti, psicologhe per riflettere sulla pedagogia implicita di oggetti, ambienti e relazioni:

Esercizio n.1

Estraggo piccole scatole da una più grande. Una ad una le prendo, ne svelo il contenuto, lo passo alle persone presenti, talvolta presentandolo, altre in silenzio. In alcune occasioni pongo loro domande: cambia qualcosa se introduco gli oggetti con parole o se taccio? Se svelo qualcosa di me attraverso gli oggetti che ho scelto oppure vi invito a raccontare di voi ? E se invece vi sollecito con domande sui vari oggetti (nome, provenienza, materiali, identificazione, ...)?
Invito tutte a riflettere su come durante il passaggio di nove oggetti, di mano in mano, si siano create spontaneamente (?) delle regole di gruppo: cè stata una regia a monte? Se sì, in che termini?

Esercizio n. 2

Invito le partecipanti a formare due gruppi, ciascuno dei quali è pregato di riunirsi intorno alle sorprese che troveranno nelle sale attigue: due isole di intimità in cui scoprire cosa custodiscono una valigetta e una scatola. Dopo una ventina di minuti i gruppi sono invitati a riporre ciò che hanno estratto nella scatola e a scambiarsi di posto.
In una valigetta sono custodite cartoline raccolte tra fiere e biblioteche, perlopiù raffiguranti illustrazioni, catturano l'attenzione e le partecipanti spontaneamente iniziano a dividersele: ognuna immagina quale terrebbe se ...
In una scatola invece sono raccolti oggetti vari che attivano in entrambi i gruppi un gioco di travasi: gli oggetti molto piccoli, una volta estratti vengono velocemente riposti in una ciotolina; con una certa velocità gli oggetti vengono "riordinati" secondo logiche che il gruppo si dà (per dimensione, per apprezzamento, ...).
alcune forse si confrontano con una domanda: come avrebbe giocato con gli stessi materiali, da solo?

Le scatole delle meraviglie sono particolarmente interessanti da proporre presso nidi, scuole, biblioteche, spazi mamma-bambino, consultori familiari per creare isole ad alta densità relazionale oppure per favorire momenti di raccoglimento individuale. 
Questi esercizi che favoriscono la maturazione di competenze utili per una buona regia educativa, alternando all'esperienza personale la letture delle dinamiche che si sono attivate. Sono molto interessanti anche nei percorsi per figure di coordinamento e per i formatori.

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