Face, di Francois and Jean Robert 

Ci sono due modi di guardare le cose: una per vedere che cosa sono, e l’altra, per vedere cosa potrebbero sembrare (Bruno Munari)

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Bruno Munari, Da lontano era un'isola, Corraini

Visti da molto lontano alcuni sassi
sono come un piccolo mondo 
con i loro continenti le isole e i mari. 
Gli astronauti vedono così il pianeta Terra 
avvolto nelle nuvole.

L’obiettivo di Munari è cercare la moltiplicazione dei punti di vista, mostrare le zone inesplorate dell’esistente, senza mai prescindere da quello che ci circonda, modificando la realtà quanto basta a creare lo spazio per narrazioni fantastiche (inventario - fra le parole e le immagini di Emme Edizioni 1966-1985).

Nel 1971 esce Da lontano era un'isola, per Emme edizioni, un libro intramontabile per la capacità di restituire sguardi e fantasie infantili universali e rilanciarle, avvalorarle, senza spingere l'accelleratore per un loro superamento. E proprio in questo

sostare nell'interesse manifesto dei bambini e delle bambine, per farne decantare il piacere conseguente,

si gioca la maestria pedagogica di Bruno Munari. 

I sassi sono un mondo da scoprire,  un  mondo di forme, di colori, di texture,  di sporgenze e di anfratti; a guardarli bene per lungo tempo con molta attenzione...

I sassi sono le sculture del mare dei fiumi:  ognuno è diverso dagli altri, non ci sono due sassi uguali,  sono tutti “ pezzi unici” come le opere d'arte.

Quanti sassi tutti diversi:  uno nero è lucidissimo,
uno bianco opaco, uno giallo come la zucca,
uno rosso come una piccolissima ciliegia,
uno è color cioccolata, uno nero con una riga bianca,
uno verde con delle macchie di un altro  verde,
uno grigio e nero, uno brilla come se contenesse
dei frammenti di vetro;  tanti sassolini non più grandi
di una moneta da cinque lire.
...
Un sasso è molto liscio come un uovo,  un altro è tutto bucherellato come una spugna,  a metterli vicini aumenta il contrasto:  il liscio sembra più liscio,  il rugoso sembra ancor più rugoso.
Si potrebbe collezionare una raccolta di  contrasti:  un sasso sferico e una pirite cubica,  un sasso bianchissimo e uno nerissimo,  un sasso stretto e lungo e un altro lungo e stretto (?).
Un sasso leggero di pomice di quelli che galleggiano sul mare e un sasso di ferro. 

Gli esercizi di sguardo che propone  in Da lontano era un'isola fanno spazio alla naturale tensione infantile a categorizzare, allineare, sovrapporre, smontare, ricostruire che sono propri di periodi sensitivi attraverso i quali la mente assorbente mappa il mondo plasmandosi a sua volta man mano che com-prende il mondo, assumendolo come parte di sé.

La sensibilità pedagogica di Munari -coltivata anche grazie alla paternità e ai brulicanti rapporti con il pedagogista Giovanni Beltrano e a editori illuminati come Rossellina Archinto, Danese, FotoSelex, tra gli altri- introduce con gradualità l'elemento fantastico

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Bruno Munari, Da lontano era un'isola, Corraini

sembra un'isola, senza le nuvole e il mare

Visioni divergenti, molto vivide durante l'infanzia, sono sotto assedio: troppe pressioni, anche in ambienti educativi istituzionali, agiscono per performare, abituare a perseguire successi ripercorrendo strade già battute.
Nei libri ben fatti si nascondono eccellenti contromisure.

Molti cataloghi fotografici sviluppano la ricerca delle somiglianze con approccio ludico che sfocia nel piacere e nell'ilarità attraverso il riconoscimento: Face di Francois and Jean Robert (Chronicle books, 2004, tradotto in tedesco da Gerstenberg 2014) è uno di questi.

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Ninna No -uno splendido cartonaco per piccini piccini, ma anche per grandi- riprende il tema delle facce con le foto di Massimiliano Tappari. In apertura leggiamo

Quando noi guardiamo il mondo, anche il mondo guarda noi.
Negli oggetti che abbiamo intorno si nascondono molte facce...

Le parole di Chiara Carminati che accompagnano le immagini fanno poi per meraviglia capanna; eccone un assaggio

Buonanotte tutti insieme

Amici fratelli sorelle cugini
Che bella festa dormire vicini
Piede con mano, mano con piede
Ridiamo al buio e nessuno ci vede
Tutti ben stretti come sardine
Pelle su pelle, senza un confine
Ci confondiamo i sogni e i respiri
Nel lungo sonno di piccoli ghiri

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Diego Bianki, Il puzzle infinito, Kalandraka, 2017

Tu mi guardi. Io ti guardo.
Tu mi parli. Io ti ascolto.
Tu sorridi. Io sorrido…
Tu mi sembri... diverso.
Anche tu, e tu, …

tutti abbiamo in comune l'essere diversi l'uno dall'altro
e questo ci rende uguali

è quanto emerge dal Il puzzle infinito ( Diego Bianki, Kalandraka, 2017) menzione speciale alla Bologna Children’s Book Fair 2016, nella sezione dedicata alla disabilità e le sue rappresentazioni.
Le fotografie del libro hanno per soggetto giochi costruiti assemblando come un puzzle le scatole di scarto colorate, che danno vita a infinite composizioni.

Ancora mescolanze di giochi e arte in Animani di Mario Mariotti (1936-1997) che amava definirsi un artista periferico nonostante la notorietà internazionale:

l’arte per tutti, come esperienza evolutiva individuale e sociale

un’arte come gioco, che sa svelare la meraviglia nascosta nella realtà ed è facile da sperimentare.

Animani, Umani, Inganni, Dall'altra parte del libro, Rimani sono i libri in che raccolgono GLI INGANNI di Mario Mariotti, una raccolta di opere nate per mettere in gioco il pubblico con l'idea che

l'immagine è solo un incitamento al gioco della trasformazione:
è una scacchiera che attende di essere giocata

Così ci fa strada nel progetto (1989)

Ci fu un momento in cui le figure quotidiane non furono più sufficienti ad esprimere il senso della realtà, che ormai si proiettava oltre la presenza fisica: così ebbe inizio la rappresentazione di immagini simboliche.
La prima volta, sulla parete di una caverna, impronta di una mano.  Oggi,  nell'arte contemporanea, questo segno primario è ancora usato, per comunicare un'idea appena intesa e non ancora esaurita.
Alla essenziale compiutezza dell'atto originario,  che contiene infinite variazioni possibili, sono seguiti sistemi formali e tecniche sempre più complesse:  il viaggio delle immagini che, come appendici fantastiche,  stacca tesi dal corpo, percorrono il tempo e lo spazio. Attraversano  il teatro delle ombre ad oriente, i settecenteschi salotti e le fiere paesane dell'Europa del Settecento, passano davanti alle luci e agli specchi per entrare nelle macchine dell'Industria foto-cinematografica prima,  ed elettronica adesso,  con la televisione.
La nostra cultura, sempre più visiva,  tende a far coincidere la produzione delle immagini con il vivere quotidiano, fino a confonderci.
Ma la compagnia della nostra fedelissima ombra sembra ancora sufficiente a restituirci, con la complicità di una piccola luce,  la nostra immaginazione, per ricondurci al intatto stupore racchiuso nell'ambito della grotta: l’impronta  di una mano,  dalla quale non possiamo allontanarci.
L'idea che l'autore di questo libro ha realizzato è,  appunto, una delle variazioni sul tema: un battito delle infinite mani danzanti del Buddha, che si fissano,  per un momento, nelle variopinte rappresentazioni di un bestiario facilmente riproducibile.
Gli “ animani”, appunto.

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The art of clean up
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The art of cleand up

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The art of clean up

Tutt'altra idea, architettata sui meccanismi della scomposizione e dell'ironia, il libro The art of clean up |life mmade neat and tidy  (Ursus wehrli, Chronicle books, 2013) dove il lettore assiste a strategie di riordino estreme, compulsive, rese ancor più divertenti grazie a dei colpi di scena che ritmano un gioco che alle volte diviene propriamente investigativo.

Nel centenario della nascita di Gianni Rodari, maestro di ribaltamenti prospettici e camminamenti narrativi, spero in libri fotografici in odor di continuità con la tradizione dei Mondi alla rovescia che troviamo nelle stampe popolari con 

la tecnica di invertire il rapporto tra i due elementi del mondo reale (esseri umani, animali, corpi celesti ...), allo scopo di produrre una rappresentazione impossibile, si ritrova in molte civiltà. In Europa, il tema del “Mondo alla rovescia” compare nelle incisioni del XVI secolo e prende ben presto la forma di piccole figure. Questo tema ispirerà molte stampe popolari fino al XIX secolo. Fino ad allora eccezionalmente stabile, questo tema conosce una profonda trasformazione; sparirà completamente verso il 1900. (Il mondo alla rovescia nelle stampe popolari, traduzione del testo di Frédéric MAGUET, Le monde renversé).

 A. F. Hurez, Le monde renversè

Sarò grata a chi volesse segnalarmi pubblicazioni e progetti che muovono in questa direzione (f.grasso@edufrog.it)

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