Komagata, Little Eyes

Siamo nel mezzo di un'accelerazione che spinge per sovrascrivere al libro pensato espressamente per la primissima infanzia la funzione di stimolare precise capacità cognitive: in questa partita spesso sono chiamati in causa -come garanti di scientificità- le neuroscienze, i materiali montessoriani, il cestino dei tesori di Elinor Goldschmied, la psicomotricità, studi sullo sviluppo visivo e linguistico, l’empatia, la creatività.
Molte iniziative interessanti stanno concretizzando quanto suggerito da linee guida internazionali per contrastare povertà materiale ed educativa, spesso anche favorendo pratiche di lettura negli ambienti familiari ed extrafamiliari.
Occorre essere molto vigili -e non guardare solo alcuni aspetti dimenticandone altri, rapiti come siamo, noi adulti, dalla bellezza di tanti primi libri meravigliosi.

È concreto il rischio di spostare l'attenzione sull'oggetto libro più che sul suo destinatario, con la conseguenza di stimolare e sovrastimolare bambini e bambine che sono già attivamente impegnati in attività fondamentali per il loro sviluppo, attività che noi adulti però non siamo capaci di riconoscere a meno di esserci espressamente allenati a farlo: per rispettare le persone di cui ci prendiamo cura dobbiamo esercitarci a leggere cosa fa un neonato che apparentemente non fa nulla, cosa attira il suo interesse mentre gioca, o sta fermo a guardarsi intorno.

Non fa parte della nostra cultura leggere i micromovimenti, eppure, di fatto, costituiscono l’unica chiave di accesso alla conoscenza del neonato, come ricordavano Henri Wallon e Emmi Pikler.
Facciamo un esempio: a pochi giorni dalla nascita, gli occhi iniziano a muoversi con andamento fluttuante e vago, perché i nervi si attivano spontaneamente; accade allora che, per un fortunato fraintendimento, si attribuisca al bebè la volontà di guardare da dove giunge la voce materna. In realtà non esistono ancora le capacità di attivare un simile processo ma così nella madre, o chi per lei, accresce il senso di responsabilità verso una persona che in tutto da lei dipende, e sulla scia di questo rinnovato maternage si rinforza la relazione e vengono messi in campo accorgimenti  per costruire un legame significativo, avvolgente, rassicurante, che è esattamente ciò che serve alla sopravvivenza del cucciolo: la storia delle relazioni, si sa, è costellata da fortunati equivoci! 

Con amorevole buona fede spesso gli adulti, non solo i genitori ma anche molti professionisti,  stimolano  bambini e bambine a leggere un libro mettendolo in una posizione innaturale: osservando la foto sotto è necessario chiedersi: sarà comodo quel bambino? Quali sono i suoi margini di movimento? Cosa gli viene imposto? Cosa gli viene negato? Possiamo parlare di offerta in questo caso?

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quarta di copertina di un libro cartonato bianco\nero edito da Harper Collins

Nessuno, a nessuna età, prova piacere nel permanere in una posizione così innaturale se non l'ha scelta e non può sottrarsi ad essa. A nessuno piace sentirsi forzatamente immobilizzato.

UNA POSIZIONE SCOMODA CATTURA COMPLETAMENTE L'ATTENZIONE, NON È POSSIBILE CONCENTRASI SU NESSUN LIBRO SE SI É IMMOBILIZZATI:

tutte le energie rimangono imprigionate nel disagio causato dalla postura.

Quando una persona di poche settimane di vita è posta nella posizione che vediamo sopra, il suo peso ricade mollemente sul ventre, crea delle tensioni, il collo si irrigidisce, la testa è bloccata, le braccia non hanno ancora la possibilità di muoversi intenzionalmente perchè non sono disponibili le funzioni necessarie per fare leva su di esse e sollevare il busto, per recuperare un po' di agio.

Dunque: non possiamo parlare di libertà del bambino, di proposta dell'adulto, in questo caso la scelta è negata, la situazione imposta, non vi è cura verso i bisogni dell'altro, non vi è empatia, non stiamo producendo alcun beneficio.

Diversamente: la presenza di singole immagini o di un leporello a poca distanza da un bebè in condizioni tali da lasciarlo libero di muoversi- e quindi posto su una superficie che non ostacola ma accoglie i suoi micromovimenti naturali- può catturare l'attenzione del bambino, come mostrano anche gli studi compiuti in medicina per contrastare deficit visivi riconducibili a familiarità o problematiche incorse in gravidanza. Ma troppo spesso si tende a trascurare il ruolo giocato dalla relazione con l'adulto mediatore e un corretto posizionamento dell'immagine.

Per questi motivi è importante esercitare il nostro sguardo e imparare a comprendere cosa ingaggia la persona appena nata di cui ci prendiamo cura; è fondamentale imparare a parlare con lei, usando lo strumento della nostra voce per immergerlo nella letteratura più nutriente e necessaria, le parole che scaturiscono dalla cura e dall'amorevolezza. E poichè per molti adulti è davvero difficile parlare con i bebè, lo riscontro continuamente anche nei servizi educativi, è su questo limite che dobbiamo investire per sviluppare la consapevolezza di quanto sia importante immergere i bambini nelle parole, senza scimmiottamenti, senza abusare di frasi chiuse, ma al contrario raccontando l’ordinario, ciò che sta accadendo intorno, anticipando quello che si andrà a fare da lì a un attimo, ad esempio, o qualunque cosa abbia un senso per noi, altrimenti il timbro della voce tradirà la nostra scarsa convinzione di ciò che stiamo facendo e passerà un senso di inautenticità nella relazione.
Il libro può essere fonte di interesse solo all'interno di una relazione significativa,
come hanno ben espresso le parole di Katsumi Komagata (qui e qui) e Bruno Munari (qui).

C'è un libro di Isol, Nino (logos ed.), che riesce con perizia a rappresentare lo shock di un neonato, presentato come un viaggiatore che dal tepore intrauterino giunge in un pianeta ignoto, dominato da una forza oscura, la forza di gravità, un posto in cui suoni, odori e tensioni non sono più attutiti ma giungono direttamente sulla pelle, l’organo più esteso dell'essere umano, una membrana che tutto riceve senza riuscire ancora a separarlo dal mondo circostante, poiché il neonato non ha ancora sviluppato le funzioni intellettive necessarie per distinguere dove inizia e finisce il mondo intorno.

Per raccogliere spunti su come avvicinare al libro i bambini tenendo conto di una visione sistemica su come si compie lo sviluppo cognitivo, motorio e affettivo potete leggere ILLUSTRAZIONI IN MOVIMENTO Un concorso internazionale per promuovere cultura sui bisogni dei primi anni di vita e scaricare il pdf del bibliocatalogo SGUADI D'INFANZIA.

Sui primi libri sono presenti altri articoli in questo taccuino, tra cui:

IL BIANCO E IL NERO

IMMAGINI PER LA CULLA, LIBRI DI STOFFA E PER IL BAGNETTO

PRIMI LIBRI, LIBRI GIOCO E LIBRI GIOCATTOLO La lezione di Bruno Munari

KATSUMI KOMAGATA: LA CARTA CON AMORE favorire isole d'intimità e parentesi di meraviglia

 

 

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