• 23/04/2015

Tove Jansson è nota in tutto il mondo per i suoi Mumin, pacifici troll dall’aspetto simile ad ippopotami bianchi che abitano nella valle dei Mumin, luogo tranquillo e sicuro.
Il primo libro uscì nel 1945, circa cinque anni più tardi arrivarono i celebri fumetti.

La biografia autorizzata di Tove Jansson, disponibile in svedese e inglese ce ne svela però molti aspetti meno noti: la sua vita e l'arte si fondono Ogni natura morta, ogni paesaggio, ogni tela è un autoritratto scriveva  nel suo diario. 

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Tove crebbe in una casa studio in cui i genitori lavoravano ininterrottamente, per cui  crebbe immersa nell'arte: la madre l'ha disegnata quando a 18 mesi era intensamente concentrata nell'atto di disegnare, con una mano impugnava saldamente un pennello, con l'altra teneva ben fermo il foglio.

Il padre Viktor Jansson, Faffan in famiglia, scultore, si era arruolato volontariamente per lottare a favore dell'indipendenza, quando era poco più che trentenne. Dal fronte Viktor scriveva alla moglie Signe Hammarsten lunghe lettere da cui traspariva il suo desiderio che Tove imboccasse la via dell'arte: la moglie potè spedirgli una lettera in cui gli scriveva che la piccola Tove, rinvigoriva i suoi primi passi nel mondo della pittura, con volitiva determinazione, a seguito di una visita al National Museum.
Anche la madre Signe Hammarsten, Ham per i familiari, era una dotata artista che ebbe successo come illustratrice, a lei si devono – tra molto altro- la maggior parte dei francobolli finlandesi.
Sebbene fosse stata una donna forte, attiva e dotata di molteplici talenti, nonché un'artista di valore, spesso è stata designata in ralazione alla posizione che aveva con alcuni famigliari: sorella di Olof Hammarsten, ma anche moglie e madre rispettivamente del fotografo Per Olov, dello scrittore e fumettista Lars, e di Tove.
Da giovanissima contribuì attivamente al sostentamento della famiglia, portando avanti alcune commissioni della madre, che con il suo lavoro di illustratrice portava la più importante entrata familiare, quando questa dovette occuparsi della propria madre in fin di vita.

Tove fu attiva artisticamente per 70 anni: a 14 anni le sue prime pubblicazioni ufficiali su giornali, a 15 sul giornale per bambini più importante, il Lukentus, e poi a seguire in un successo ininterrotto che ne portò il nome in oltre 70 paesi.

Nel 1945 arriva la pubblicazione del primo episodio dei Mumin, che ne decretò nel 1950 lo status di star internazionale, con tanto di studi  universitari volti a indagare la filosofia dei Mumin.
Le dimensioni del successo le crearono pure delle difficoltà per conciliare le aspettative di un pubblico adorante con gli altri interessi artistici.
Certo è che Tove Jansson fu sempre molto impegnata, fin da bambina, approdando a numerosissime forme espressive: paesaggi, ritratti, cartoni,illustrazioni e quadri astratti, racconti, storie illustrate, fumetti, poemi, canzoni, murales, pittura su vetro, copertine per libri, cartoline, poster, manifesti e molto altro.
La sua parola d'ordine sembrava essere: lavoro, lavoro, lavoro; uno dei suoi motti preferiti era Lavoro e passione.
Nonostante la frequentazioni di percorsi di studio istituzionali, l'approccio di Tove era quello di un'autodidatta; da se stessa pretendeva molto anche nello studio, ad esempio il suo approfondimento de Il libro dell'arte di Cennino Cennini , fatto per interesse personale, divenne riferimento per molti altri.

In rete si trova molto materiale sull'artista, tra cui questo documentario.

 

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