In oltre trent'anni ho maturato esperienze in vari contesti, dalle carceri, ai servizi educativi, sociali, sanitari e bibliotecari ma anche festival e progetti culturali: tutti sono accumunati dal rivolgersi a persone, che a loro volta hanno bisogni comuni e spesso condividono anche i desideri.
Il mio compito è superare la frammentazione delle competenze e delle letture, per mantenere al centro i bisogni naturali e culturali delle persone, a ogni età.
Accompagno amministrazioni pubbliche, reti di welfare, sistemi bibliotecari, istituzioni museali e organizzazioni del terzo settore nella pianificazione e riorganizzazione di spazi, servizi e interventi territoriali.
- La cura si progetta, non è vocazionale: richiede metodo, pianificazione rigorosa, cura del lavoro di cura e intenzionalità.
- Ogni servizio ha una sua identità: progettare definisce la dimensione del tempo, dello spazio, dell'organizzazione interna e delle relazioni.
- Qualità e calore non sono un valore aggiunto: creare un equilibrio tra sostenibilità e desiderabilità, anche all'interno di luoghi istituzionali complessi, talvolta caratterizzati da limitazioni strutturali o di bilancio, è necessario.
- Co-progettazione: nei tavoli tecnici si supera la frammentazione delle risposte che scarica sulle persone l'onere di ricomporre misure disorganiche.
- I luoghi della cultura rivestono un ruolo centrale nella comunità, dentro e fuori le mura.
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