amorevolissimevolmente

percorsi letterari di (auto)educazione sentimentale e civica

Ai bambini viene fatto studiare molto dettagliatamente come è formato il corpo di animali e ancor di più quello delle piante, in quest’ultimo caso con particolare insistenza sugli organi sessuali, andandone ad approfondire la fisiologia di stami e pistilli, nonché il loro funzionamento, accuratamente indagati nel XVIII secolo da vari scienziati tra cui Linneo, che ebbe non pochi problemi per aver diffuso una teoria immorale andando a classificare le piante proprio in funzione della loro sessualità (ermafroditi, unisessuati, monoiche).

Non altrettanta cura viene riposta nell’insegnare a bambini e bambine come è formato il loro corpo e come cambia, questi temi sono ancora tabù, secondo alcuni appannaggio esclusivo di un’educazione familiare.

Anche in molti testi dedicati espressamente a questo tema, censura, superficialità quando non addirittura mistificazione dominano l’offerta: si pensi a quanti manuali di educazione sessuale e affettiva vengono ancora oggi pubblicati senza veicolare corrette informazioni sulla morfologia e funzione delle varie parti del nostro corpo. 

Negli ultimissimi tempi nuovi libri, film e serie trattano in maniera diversa il tema, spesso unendo una precisa attenzione a coniugare scienza, educazione sentimentale e civica, processi di consapevolezza.

Amorevolissimevolmente vuole esplorare il tema del corpo umano, del piacere, dell'eros, dell'amore a partire da un taglio poetico e ironico che si dipana  tra parole e illustrazioni, idee e oggetti, modellini  e fotografie.

Il corso su rivolge agli adulti (insegnanti, educatori, genitori, ...) con una carrellata di linguaggi e materiali perché tutti possano  trovare le parole per dirlo: esistono tanti modi per esprimersi, per questo mi avvarrò di saggi, romanzi, racconti, fumetti, serie televisive, poesie, opere visive e plastiche, progetti, fotografie, modellini, ...

Per saperne di più:

- un'intervista su Come parlare di amore e sesso ai bambini pubblicata su Vanity fair

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