L'ambiente: un educatore silente consulenze e percorsi trasformativi

Entrando in un ambiento, anche se vuoto, scopriamo molte cose senza che nessuno ce le spieghi: si intuisce che tipo di accoglienza ricevono le persone, quanto possano sentirsi a proprio agio durante il tempo che trascorrono; ciò vale nei nidi quanto nelle residenze assistite, nelle scuole quanto nelle biblioteche e negli altri luoghi, pubblici o privati.

Interrogando la disposizione degli arredi, le aree calpestabili, la qualità e quantità degli oggetti, intuiamo quali spazi sono vissuti spontaneamente, quali poco frequentati, se vi sia un rumore di sottostante oppure un piacevole sfondo.

Vi sono scelte funzionali che raccontano le priorità del servizio: l'ambiente parla di sé e delle scelte progettuali che lo istituiscono! Accade in tutti i servizi alla persona.

Nell’allestimento degli spazi sappiamo che è il “particolare” che conferisce unicità e valore, per questo dobbiamo stare attenti quando siamo tentati di velocizzare il reperimento di oggetti e complementi d’arredo, l’acquisto “facile” induce a privilegiare oggetti seriali, ponendo nuovi limiti: minor varietà, minor durata, scarsa personalizzazione, minor senso di intimità significano meno benesssere e conseguentemente più fatica.

In formazione invito i partecipanti ad andare alla scoperta dell’acqua calda, per risignificare le cose “scontate” e avvalorare quel benessere e quel malessere tanto evidente da rischiare di essere trascurato, per ripartire proprio da ciò che è “ovvio”.

I servizi di dimensioni limitate possono più facilmente porre un pensiero specifico a a ogni ambiente, fare altrettanto nei servizi grandi richiede una più puntuale organizzazione, che è purtuttavia necessaria.

 

Il programma viene concordato volta per volta, in base agli obiettivi della formazione trasformativa e consulenziale.

Mini, fino a 8 ore
Medio, da 9 a 20 ore
Maxi, oltre 20 ore


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