La pedagogia del mondo materiale Esercizi di lettura

Come siamo influenzati dagli oggetti che ci circondano, che indossiamo, che ci accompagnano nella quotidianità o che utilizziamo solo in situazioni eccezionali?
In quale misura, e attraverso quali canali, il nostro moo di essere viene orientato dal mondo materiale? 

Interrogare la pedagogia implicita degli oggetti è un esercizio che consente di misurare lo scarto esistente tra ciò che desideriamo essere e ciò che siamo.

Lo scrittore francese Georges Perec (1936-1982) ne L’infra-ordinario invita il lettore a porsi domande sulla pedagogia implicita degli oggetti:

Interrogare quello che ci sembra talmente evidente da averne dimenticata l’origine. (…)
Ciò che dobbiamo interrogare sono i mattoni, il cemento, il vetro, le nostre maniere a tavola, i nostri utensili, i nostri strumenti, i nostri orari, i nostri ritmi. Interrogare ciò che sembra aver smesso per sempre di stupirci. Viviamo, certo, respiriamo, certo; camminiamo, apriamo porte, scendiamo scale, ci sediamo intorno a un tavolo per mangiare, ci corichiamo in un letto per dormire? Come? Dove? Quando? Perché?
I giornali parlano di tutto, tranne che del giornaliero. (…)
Quello che succede veramente, quello che viviamo, il resto, tutto il resto, dov’è? Quello che succede ogni giorno, il banale, il quotidiano, l’evidente, il comune, l’ordinario, l’infra-ordinario, il rumore di fondo, l’abituale, in che modo renderne conto, in che modo interrogarlo, in che modo descriverlo?
Interrogare l’abituale. Ma per l’appunto ci siamo abituati. Non lo interroghiamo, non ci interroga, non ci sembra costituire un problema, lo viviamo senza pensarci, come se non contenesse né domande né risposte, come se non trasformasse nessuna informazione. (…) Ma dov’è la nostra vita? Dov’è il nostro corpo? Dov’è il nostro spazio?
Come parlare di queste “cose comuni”, o meglio, come braccarle, come stanarle, come liberarle dalle scorie nelle quali restano invischiate; come dar loro un senso, una lingua: che possono finalmente parlare di quello che è, di quel che siamo.
Forse si tratta di fondare finalmente la nostra propria antropologia: quella che parlerà di noi, che andrà cercando dentro di noi (…) Non più l’esotico ma l’endotico.  Interrogare quello che ci sembra talmente evidente da averne dimenticata l’origine

Il percorso prevede letture diverse del mondo materiale: pedagogiche, antropologiche, sociologiche: 
- saranno proposte alcune celebri analisi relativi a mutamenti di costume conseguenti all'introduzione di oggetti;
- i partecipanti condivideranno osservazioni e considerazioni maturate nei rispettivi contesti di lavoro e vita.

Obiettivo che trasversalmente accompagna i lavori è l'acquisizione di un bagaglio di buone domande attraverso cui affrontare la mutevolezza del presente e l'inevitabile caducità delle risposte, al fine di favore attraversamenti critici  nel mondo intorno.

Il programma sarà concordato insieme al committente, anche in base al monte ore pattuito:

Mini, fino a 8 ore
Medio, da 9 a 20 ore
Maxi, oltre 20 ore


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