Parole: Potenza e Potere

Un percorso interdisciplinare per leggere e comunicare il mondo

Durante una crisi etica, ambientale, sociale, culturale ed economica, le parole assumono con maggior evidenza funzione politica. 

Oggi accade per l'esigenza di rappresentare le differenze , ampliare la partecipazione o, al contrario, per azione dei detrattori di tale sensibilità egualitaria.

Nessuna lingua viva è mai "finita"!*

Nominare significa rendere oggetto di pensiero, fare posto, riconoscere precipue caratteristiche che reclamano una differenziazione da altre.

Ecco perché anche i tentativi destinati a evolvere ulteriormente meritano la massima attenzione: non è un buon modo di procedere limitarsi ad osservare che una questione non alimenta il proprio interesse, oppure che il maschile universale sovraesteso è implicitamente rivolto a tutte le persone, che è sempre stato così: evitare la riflessione sul linguaggio è una forma di pigrizia mentale che addormenta la coscienza.

Le parole cambiano ma le forme ritornano, come i processi per oggettivare le persone, la paura dell'uomo nero, della donna autodeterminata, di ciò che è estraneo ricorre, ancora e ancora.

I bollettini del Terzo Reich iniziano subito in modo superlativo, per crescere fino all'esagerazione, quanto più critica si fa la situazione; in questo modo il tratto fondamentale del linguaggio militare, l'esattezza controllata, si trasforma nel suo opposto, nel fantastico, nel favoloso. (...) L'uso del superlativo è lo strumento propagandistico  più ovvio per un oratore o un agitatore politico, è la forma della propaganda per eccellenza** - unitamente a un uso strumentale dei numeri e della reiterazione.

La lingua della tirannia è per principio povera, mira ad annullare le differenze, ad omologare, passo necessario per appiattire ogni forma di pensiero, anelito, azione, fino ad oggettivare le persone, non riconoscerle più tali.
La lingua rappresentativa delle differenze è ricca, variegata, caratterizzata da tentativi destinati a cadere in disuso.

Recentemente persone in condizioni di estrema fragilità sono state definite "carico residuale". In Italia.
Da anni il linguaggio legislativo ha adottato l'espressione baby-parking nei regolamenti regionali.

Le parole cambiano velocemente accompagnando l’evoluzione della conoscenza, delle sensibilità, del diritto e della consapevolezza rispetto alla storia contemporanea.

Orientarsi tra le questioni che caratterizzano il dibattito e le battaglie del nostro tempo è essenziale: individuare il filo rosso tra le Parole che cambiano, mettendo in evidenza elementi di continuità e discontinuità, è un'operazione necessaria per riattivare l'uso della conversazione tra coloro che hanno visioni diverse e amano confrontarsi per migliorarsi attraverso lo scambio.

Oltre l'appiattimento generato dall'abuso quotidiano di like\dislike.

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Fino ad oggi hanno partecipato a questo corso -variamente declinato- operator3 territoriali (enti locali e terzo settore) impegnat3 a prevenire e contrastare fenomeni di discriminazione, in particolare educator3 e insegnanti 0-6, educator3 domiciliari e di comunità, assitenti sociali, volontar3 del servizio civile universale, mediator3, bibliotecar3, cittadin3 impegnati nell’associazionismo, nel volontariato e in progetti di cittadinanza attiva.

* Suzette  Haden Elgin, tr. Costanza Fusini e Valentina Dragoni, Del Vecchio Edizioni
** Victor Klemperer, tr. Paola Buscaglione Candela, Giuntina Edizioni

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