Primi libri per leggere il mondo

Letteratura e pedagogia per una comunità educante

PRIMI LIBRI PER LEGGERE IL MONDO, pubblicato nella collana I saggi dell’Editrice Bibliografica di Milano, è una raccolta di ricerche, riflessioni ed esperienze maturate nel corso della mia pratica professionale.

A partire dall'esposizione dei bisogni universali di bambini e bambine nei primi anni di vita e nelle diverse fasi del loro sviluppo, Francesca Romana Grasso compie un interessante e sintetico excursus sulle teorie di figure di spicco dell’educazione attiva (Pestalozzi, Itard, Pikler  Montessori, Wallon, Goldschmied, Munari) e mette a fuoco, anche in base a queste, alcune soluzioni adottate con successo nei servizi educativi e nelle biblioteche di diverse realtà europee. Inoltre offre una serie di considerazioni interessanti, corredate da bibliografie ad hoc, su proposte editoriali per la primissima infanzia, scelte in base alla coerenza progettuale in riferimento a contenitore, contenuto e competenze del destinatario.

Abbiamo ritenuto opportuno segnalare questo saggio perché, a nostro avviso, fornisce un quadro preliminare, chiaro e documentato, di quanto, allo stato attuale delle cose, è possibile trovare riguardo ai bambini, che si tratti di studi, libri, servizi, oggetti, spazi. Potrebbe sembrare poco, invece, in un momento in cui tendono a mancare proprio i fondamentali che erroneamente si danno per scontati, l'obiettivo che si pone questo saggio, oltre che onesto e misurato, è sensato e quanto mai adeguato al momento.
(Giovanna Zoboli, sul blog Topipittori, potete leggere il resto dell'articolo qui

Perchè leggere – e scusate la ripetizione – Primi libri per leggere il mondo?

Uno
Prima di tutto, perchè è – tra le altre cose – un contenitore molto ricco di suggerimenti e suggestioni di lettura ragionati e di alta qualità ....
Due
Perchè contiene e dà spazio ad una riflessione sugli spazi pubblici destinati ai bambini, con una particolare attenzione – che si traduce in una visione ma anche in indicazioni pratiche – per le biblioteche ...
Tre
Perchè l’autrice si muove all’interno di una visione di società come potenziale comunità educante, e sottolinea elementi che in questa comunità, per adesso, non funzionano.
Quattro
Perchè pone l’accento su alcuni preconcetti “di moda” alla base di tanta produzione culturale contemporanea rivolta all’infanzia. 
Cinque
Perchè questa raccolta mette a fuoco un’idea di ciò che la letteratura per l’infanzia è e di ciò che non è, mettendola in relazione con l’ambito pedagogico.
(Polly su Immaginarie narrazioni al plurale, potete leggere il resto dell'articolo qua)

«Lì dentro c’è la mia vita — spiega Grasso — ma io ho condiviso e imparato tutto quello che c’è nel libro insieme a tante altre persone».
Si ritrova anche in queste parole, e nelle lunghe pagine di ringraziamenti alla fine del volume, il grande senso “di comunità” che pervade il pensiero dell’autrice e l’intera opera, pensata per operatori e operatrici di servizi per l’infanzia ma in realtà assolutamente stimolante per tutti quanti: dai genitori agli editori, dagli artisti e le artiste che si occupano di illustrazione per l’infanzia ai designer che progettano i libri.
Come nota la pedagogista e scrittrice Monica Guerra nella prefazione, «Nello scorrere le pagine, infatti, troviamo prima le immagini di infanzia e di relazioni educative care all’autrice, le teorie dell’educazione cui si riferisce, le dimensioni della comunità cui tende, per poi arrivare a pagine nelle pagine, quelle di libri per piccole mani e grandi pensieri, con un affondo affatto scontato sulle proposte editoriali per la prima infanzia».
(Simone Sbarbati, su frizzifrizzi, Il resto lo potete leggere qui.)

"L’autrice ci conduce alla scoperta degli oggetti, delle azioni di cura e dei luoghi che accolgono e riconoscono il bambino da 0 a 6 anni come individuo e favoriscono il diritto di cittadinanza della prima infanzia, citando soluzioni adottate con successo nei servizi educativi e nelle biblioteche di diversi paesi europei. Dalle camerette delle bambine e dei bambini ai servizi educativi per l’infanzia, passando per le biblioteche e i parchi pubblici, come dovrebbero essere gli spazi da abitare, da vivere consapevolmente e con piacevolezza dalle famiglie, insieme a tutti i protagonisti che formano la comunità educante?" 
(Gabriella Marinaccio, per Ibby Italia, il resto lo potete leggere qui) 

"Grande osservatrice d’infanzia, profonda conoscitrice del lavoro di quelli che definisce i fari della pedagogia, curiosa dell’uomo e delle sue origini, di quella forza di gravità che lo trattiene sulla terra, studiosa del movimento naturale del bambino, ripercorre il suo lavoro portandoci in una lettura immersiva, mai noiosa, comprensibile a tutti con quello spirito comunitario che tanto la avvicina ai bibliotecari e alle biblioteche non solo italiane, il suo lavoro l’ha portata a visitare e osservare soprattutto quelle nel nord dell’Europa. Le definisce presidi di democrazia ad accesso universale e gratuito, luoghi che si rivolgono all’essere umano ancor prima che al cittadino con capacità di ascolto e accoglienza, non più solo preposte al prestito di libri ma luoghi di buoni incontri tra persone e libri. E se l’educazione è politica, dunque in capo alla comunità, quali luoghi migliori sul territorio per fare rete e animare una comunità educante se non le biblioteche e i servizi 0-6. Da una parte quindi un luogo libero dove i cittadini vengono accompagnati verso l’acquisizione della capacità di informarsi in modo autonomo e su qualsiasi argomento senza giudizio. Dall’altra i servizi come miglior risposta alle esigenze naturali delle persone dalla nascita ai 6 anni.” (Marina Petruzio, Liber, 129, 2021)

L'autrice è molto diretta e anche molto dura nei confronti di atteggiamenti in voga nella società attuale, regolati da logiche consumistiche e di marketing che nulla hanno a che vedere con i reali bisogni dei bambini in crescita e con i loro diritti: le continue proposte di "stimoli" a cui sottoporli, l'iper-offerta di giochi e oggetti "utili", la frenesia adulta che porta a bruciare tappe, anticipare posture, letture, esperienze.  Il tutto mascherato da buone intenzioni ma frutto di una scarsa conoscenza e attenzione del naturale sviluppo cognitivo e motorio del bambino. (...)
L'approccio di Francesca Romana Grasso è basato sulla scienza e sul buon senso. (...) L'autrice compie anche un excursus fra i più interessanti e bei libri da proporre nella prima infanzia, spiegandone le qualità oggettive, la coerenza progettuale, l'originalità di testi e figure. 
Il suo libro è molto chiaro nell'esposizione ed articolato nei contenuti, anche con un interessante focus sui servizi educativi e le biblioteche di diverse realtà europee, che possono essere presi a modello.
Un libro schietto, pieno di piste che orientano e fanno riflettere e con indicazioni pratiche per educatori, genitori, bibliotecari e pedagogisti. E molto curato anche sotto il profilo estetico e visivo. 
(Francesca Tamberlani, in newsletter per Milkbook)

Qui invece la presentazione di Roberta Favia, per Testefiorite.

 

Attenzione, questa pagina è ancora in fase di costruzione, dopo l'incendio di Strasburgo del 10 marzo 2021, dove insieme al DataCenter di OVH è andato in fiamme anche il server che ospitava il precedenti sito di Edufrog.

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