Tracciando dialoghi che si dipanano tra albi illustrati, poesie, saggi scientifici, romanzi, canzoni, quadri, film, spettacoli, pubblicità, fotografie, diari, lettere, esploro temi pedagogici per favorire la collaborazione tra famiglie, servizi, amministratori.
Questa modalità consente di offrire a chi ascolta spunti di riflessione, testimoniare buone prassi, ma soprattutto di sostenere una ricerca personale ampliando il ventaglio di domande aperte.

Spesso sono degli oggetti di uso comune a consentire di interrogarsi sul senso delle nostre scelte.

I dialoghi e gli esercizi di Alleanze educative e di cura offrono l'occasione per riflettere su temi di interesse comune, tra i temi trattati di frequente:

Seminare fiducia

Amorevolissimevolmente

Autonomia e dipendenza: crescere a piccoli passi

Bisogni o capricci ?

Una casa a misura di bambino e di adulto

Aiutami a fare da solo!

Dammi tempo!

Giocare solo per gioco!

Io leggo perchè...

A scuola di futuro!

Il mondo intorno: azioni, relazioni, oggetti

Errare

Esercizi di educazione civica 

Indoor e outdoor education

La richiesta di sostegno da parte di genitori, nonni, educatori e insegnanti è molto alta poichè se da un lato si è diffusa la consapevolezza che fin dai primi istanti di vita una persona è animata da bisogni e  direttive naturali, è anche vero che nel prendersene cura talvolta ci si sente soli e si ha bisogno di un confronto per capire come gestire alcune situazioni in maniera corretta.

È molto frequente poi che per stanchezza, ignoranza o semplicemente perchè non si sa come tradurre in buone pratiche i buoni pensieri si crei uno scollamento tra intenzioni e azioni.

In generale la mutevolezza del rapporto bambini\e e adulti -che nell'arco della giornata e dei mesi cambia più e più volte, ricontrattando i termini di autonomia e dipendenza- viene affronatata attraverso albi illustrati e incursioni nelle biografiche di studiosi che se ne sono occupati.

Un altro tema ricorrente, sul quale occorre fare chiarezza, riguarda i bisogni dei bambini che mettono in difficoltà gli adulti e che per questo vengono derubricati a capricci! Ebbene non è vero: i bisogni non sono capricci, spesso però ci comportiamo come se lo fossero, perpetuando nella vita privata e professionale modelli assimilati anche quando, riflettendoci, non vorremmo farlo.

Costruire un'alleanza educativa con un neonato, ad esempio, può significare, in concreto, sfruttare un suo movimento spontaneo (per vestirlo, per spostarlo, ...) e creare un ponte con lui verbalizzando ciò che si sta facendo "insieme": questi sono i primi passi di un'educazione cooperativa che riconosce fattivamente nell'altro la possibilità di collaborare; con il tempo si creeranno delle routine che aiuteranno il neonato a capire cosa sta accadendo e noteremo che tutta la sua attenzione sarà focalizzata sul contribuire a ricreare quella dimensione piacevole che si sprigiona nel fare insieme.

Negli incontri capita di parlare di argomenti come questi, tenuto conto che tali considerazioni valgono nelle relazioni in generale, con le persone di ogni età: anche una persona anziana, ade esempio, oppure un adulto non autonomo nei movimenti, certamente apprezzerà di non essere trattato come un bambolotto negli spostamenti e nelle cure personali.

I dialoghi e gli esercizi di cooperazione hanno lo scopo di fare cultura sul lavoro educativo e di cura a partire dalle piccole cose di tutti i giorni.

/media/post/hhbhdsb/armin.jpg
Armin Greder per Alleanze Educative e di Cura

Vuoi contattarmi?