Una persona agli inizia della vita può costruire la propria autonomia solo se si sente al sicuro affettivamente e fisicamente: è compito dell'adulto - in famiglia nei servizi socio educativi diurni e ancor più in quelli residenziali- garantirgli una relazione che lo faccia sentire importante e coinvolto in ciò che avviene con lui e su di lui, mentre lo si cambia non meno che durante una chiacchierata, anche se dalla sua bocca non escono ancora parole.

I rapporti di cui fa esperienza un bebè con le persone che di lui si prendono cura sono molto diversi, in particolare quelli che vive dentro la famiglia divergono da quelli che instaura con le persone fuori:  una figura materna e un bebè vivono una storia che per certi versi li precede e gli oltrepassa, sono all'interno di un rapporto incarnato e radicato: una figura materna è-sente-fa, un educatrice e un bebè invece condividono diverse storie,  l'educatrice con il bambino  fa-sente-è. In entrambe le situazioni le esperienze di dipendenza e autonomia per i piccoli sono molto importanti e ricorsive:  lo sviluppo delle abilità non procede mai in maniera lineare e univoca,  ma è caratterizzata da retrocessioni avanzamenti e stasi,  sia nelle relazioni  familiari che in quelle esterne. 

Sollecitare un bambino a compiere solamente le azioni più complesse,  come ad esempio camminare anziché gattonare solo perché ha già imparato a farlo,  significa creare dei condizionamenti e delle gerarchie che impoveriscono il bagaglio delle competenze anziché ampliarlo:  quanto più il bebè sarà lasciato libero di agire di propria iniziativa,  quanto più ciò che imparerà di se stesso e del mondo sarà incarnato per ponderazione, con gratificazione, entro una relazione interpersonale libera e fiduciosa.

Il piacere di fare si manifesta fin dalle primissime esperienze autonome di una persona: ogni azione,  micromovimento,  stasi avviene mosso dalla ricerca di un piacere. L'adulto è chiamato a costruire relazioni sostenibili, non esemplari, per accompagnare la persona di cui si prende cura nel suo percorso di crescita senza azzerare le sue personali risorse e motivazioni.

Di questo si parla attraverso esperienze e parole di chi esplora le relazioni piccoli e grandi nella quotidinaità di tutti i giorni.

Vi è molta confusione oggi tra concetti quali libertà, autonomia, regia educativa e controllo:  un'educazione libera esige grande consapevolezza da parte dell'adulto rispetto ai limiti che l'ambiente implicitamente deve esprimere con chiarezza:  non si può pretendere che un bambino eviti dei pericoli che sono stati lasciati nel suo raggio di azione,  così come non si può pretendere di insegnare a un bambino quando il suo corpo è in equilibrio: il bambino sente se lo è o non lo è -capita spesso che si ritrovi in una condizione instabile perchè un adulto l'ha messo in una posizione che non avrebbe saputo raggiungere da solo.

Il dialogo Autonomia e dipendenza intende fare luce su quanto delicati siano alcuni aspetti della relazione,  in particolare nei primi momenti di vita, per offrire punti di vista che non tutti gli adulti hanno avuto modo di frequentare: l'obiettivo è esercitarci a riconoscere quali sono gli interessi di un bebè per non disturbare i suoi tentaivi di soddisfarli sovrascrivendone altri che a noi sembrano più importanti. 

 

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