Elinor Goldschmied comprese quanto profondamente incida il gioco sullo sviluppo armonico nella prima infanzia.

Sulla scia di questa consapevolezza nel 1954 ideò il cestino dei tesori che ancora oggi ha grandissima diffusione nei nidi e nei consultori familiari del centro nord Italia; nel '59 elaborò poi un'ulteriore proposta di gioco che immaginava adatta a persone in età compresa tra 12 e 20 mesi: il gioco euristico.

Capita sovente di incontrare nei servizi e nelle abitazioni proposte ispirate ai suoi giochi, ciò denota sicuramente una grande attenzione alla qualità dell'offerta fatta oggi alle persone tra zero a tre anni, come la Goldschmied definì bambini e bambine.
Per contrastare il pericolo sempre presente di approssimazioni frettolose, a cui siamo tutti esposti, vale la pena ripercorrere la tensione creativa e investigativa che ha portato questa studiosa a inventare proposte di gioco facilmente replicabili e perfettamente rispondenti ai desideri dei più piccoli; possiamo farlo andando a toccarli con mano esplicitando il pensiero che sottostà alle scelte da lei operate. 

Questi incontri si prestano sia per contesti a cui accedono gruppi di partecipanti eterogenei, come avviene generalmente in biblioteca, sia all'interno di servizi socioeducativi e sanitari (consultori, centri per le famiglie, 0\6, spazi mamma\bambino, comunità per madri con figlio, ...).

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